Fake news: i siti web sono considerati dagli italiani i media più attendibili

Lo rivela il nuovo Osservatorio mensile realizzato da Findomestic in collaborazione con Doxa. Il 71,2% degli italiani controlla se una notizia è riportata anche su altre fonti

di Caterina Varpi
05 febbraio 2018
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Informazione e fake news: quali sono i media a cui si affidano agli italiani per non cadere nell’inganno? Secondo il nuovo Osservatorio mensile realizzato da Findomestic in collaborazione con Doxa, i siti internet sono considerati i mezzi di informazione più attendibili da quasi tre persone su dieci (29,4%). Seguono la televisione (26,5%), i blog e i forum (18,1%) e i quotidiani (10,1). I social network (7,7%) sono reputati più veritieri delle radio (6,3%). Sono soprattutto i più giovani a fidarsi dei siti Internet: quasi il 36% nella fascia tra i 18 e i 24 anni. I quotidiani, invece, registrano il massimo tasso di credibilità (20,5%) tra gli over 60.

Oltre il 40% degli italiani non riconosce notizie false già smascherate

Più del 50% degli italiani ammette di essere caduto nel tranello delle fake news almeno una volta nell’arco dell’ultimo anno. Addirittura il 13% confessa di aver ‘abboccato’ a più di 5 notizie costruite ad arte. Inoltre, dalla ricerca risulta che in media oltre il 40% non riconosce notizie inventate e già smascherate. Per fare qualche esempio, tre persone su dieci continuano a credere che la presidentessa della Camera Laura Boldrini abbia una sorella che gestisce centinaia di cooperative che offrono assistenza ai migranti. La bufala virale, circolata lo scorso novembre, della bambina musulmana di 8 anni data in sposa a Padova a un uomo di 35 anni è ritenuta una notizia vera da quasi 2 intervistati su 3 (63%), mentre uno su 4 (26%) è convinto che Donald Trump abbia effettivamente dichiarato che la Statua della Libertà incoraggia l’immigrazione.

Il 71% degli italiani controlla le fonti

Il potere persuasivo delle bufale – la cosiddetta post verità – è riconosciuto dalla maggioranza: secondo l’80% degli intervistati le fake news condizionano l’opinione pubblica, mentre solo l’1,4% ritiene che non abbiano alcun tipo di influenza.

La diffusione delle notizie false ha contribuito a minare la credibilità del mondo dell’informazione. Mentre il 51,8% del campione dell’indagine Findomestic afferma di credere alle notizie diffuse da una fonte conosciuta, il 43,7% ha sempre qualche dubbio sull’attendibilità di quelle che legge o sente. La platea mediatica è sempre più chiamata, perciò, a verificare in qualche modo le notizie: per mettere in pratica il cosiddetto ‘fact checking’ il 71,2% controlla se la notizia è riportata anche su altre fonti e il 66,6% valuta la fonte da cui proviene la notizia.

Se un intervistato su 2 si esprime a favore di un ‘controllo’ che certifichi che cosa è vero e che cosa no (meglio se ad opera di un ente imparziale), il 39% si dice contrario all’introduzione di controlli, evitando ‘censure’ e preferendo lasciare così al cittadino la capacità di saper distinguere cosa è attendibile da cosa non lo è.

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