La campagna elettorale sui social: 6,7 milioni di messaggi e 30,4 milioni di interazioni

I dati emersi da un’analisi di Blogmeter, effettuata a febbraio, sottolineano il ruolo rilevante svolto da Facebook, il protagonismo di Matteo Salvini e di Di Maio per i 5 Stelle

di Lorenzo Mosciatti
02 marzo 2018
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Pochi manifesti, pochi “comizi”, ma tanto, tanto social. La campagna elettorale si sta disputando a suon di post sulle principali piattaforme di networking. A farla da padroni sono perlopiù i leader, protagonisti anche di spot e relative parodie.

Della discussione in merito alle elezioni sui social si è occupata Blogmeter, società specializzata nel fornire soluzioni di social media monitoring e analytics.

Secondo la ricerca, nel mese di febbraio – il mese più caldo dal punto di vista della comunicazione politica – sono stati 37,1 milioni i dati raccolti, composti da 6,7 milioni di messaggi su social network, blog, forum e siti e da 30,4 milioni di interazioni social generate (like, retweet, commenti, condivisioni).

I numeri generali confermano il ruolo predominante giocato dai social in questa campagna elettorale: infatti, secondo Blogmeter, sono i volumi generati sono stati più del doppio rispetto a quelli registrati prima delle elezioni del 2013.

Facebook, il social più utilizzato

Il luogo che ha generato più conversazioni e interazioni è stato Facebook, da cui provengono il 59% dei messaggi e il 91% delle interazioni.

Segue Twitter col 36% dei messaggi, mentre Instagram è al secondo post per interazioni generate.

L’argomento che ha catalizzato il maggior numero di discussioni online è stato quello relativo alla mancata restituzione dei rimborsi da parte di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle.

Gli altri due fatti di cronaca che hanno stimolato la partecipazione  sono stati l’omicidio di Macerata e l’inchiesta sulla corruzione di FanPage.

Matteo Salvini e i 5 Stelle al centro del buzz

Tra i leader di partito il politico che a febbraio ha ricevuto più citazioni è stato Matteo Salvini con il 32% delle conversazioni, seguito da Luigi di Maio al 22% e Matteo Renzi al 19%.

Silvio Berlusconi, che nel 2013 era il più discusso, oggi si trova al quarto posto con il 17%, mentre Giorgia Meloni è all’8% e Grasso al 2%. Ma se consideriamo solo gli autori unici (cioè contiamo solo una volta chi scrive anche se pubblica centinaia di messaggi) la classifica in parte cambia: Salvini rimane il leader più citato (30%), ma al secondo posto spunta Renzi (21%), seguito da Berlusconi (20%) e da Di Maio (19%).

Il partito più citato è stato il Movimento 5 Stelle (26%), che ha staccato di un’unghia il PD (25%): più distanti invece la Lega (13%), Forza Italia (12,5%), Liberi e Uguali (9%), Fratelli d’Italia (8,5%), +Europa (4,3%). Anche in questo caso, considerando gli autori unici (713.600, vedi grafico allegato) lo scenario cambia: primo è il PD (26,8%), poi M5S (20,9%), e più giù Forza Italia (13,8%), Lega (12,7%), Liberi e Uguali (10,7%), Fratelli d’Italia (7,7%), +Europa (4,9%).

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Quest’ultimo dato rivela che anche se coloro che scrivono del Movimento 5 Stelle e della Lega sono molto prolifici online, numericamente sono inferiori a quelli che postano citando il Partito Democratico. Le citazioni dei partiti hanno generato 14 milioni di interazioni, quelli che stimolano maggiormente like, commenti, condivisioni (vedi grafico di seguito) sono stati il Movimento 5 Stelle (39,8% di tutte le interazioni), il PD (15%), la Lega (14,7%), Fratelli d’Italia (10,3%), Forza Italia (8,9%), +Europa (6,4%), LeU (3,3%).

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Le perfomance dei politici: Salvini supera Di Maio

Passando ad analizzare le performance dei politici sui social media (Facebook, Twitter, Instagram e YouTube) emerge che nel mese di Febbraio a suscitare più interazioni è stato il leader della Lega (Salvini) con 4,6 milioni. Lo seguono il capo politico del M5S (Di Maio) con 3,7 milioni e la leader di Fratelli D’Italia (Meloni) con 1,6 milioni.

Renzi si ferma sotto il milione “segno che, pur avendo conquistato in questi anni un elevato numero di sostenitori, ora non riesce più a stimolarli adeguatamente”, si legge nel documento di sintesi dell’analisi diffuso da Blogmeter.

I temi più trattati sui social

Ma quali stati sono i temi più trattati dai politici sui social? L’immigrazione è stato il tema predominante nei post di Salvini, Meloni e Bonino (che ovviamente si occupa anche di Europa). Di Maio invece è stato molto sbilanciato sul tema dei costi della politica.

Più variegati i post di Renzi (lavoro e immigrazione in primis), Berlusconi (tasse, lavoro, immigrazione) e Grasso (lavoro, ambiente, immigrazione).

I messaggi più performanti

Il messaggio che ha stimolato più interazioni durante questa campagna elettorale è stato quello con il quale Luigi Di Maio su Facebook ha attestato la verifica dei suoi bonifici da parte de Le Iene. Un post da guinness dei primati perché rappresenta il messaggio politico con più reazioni di sempre: circa 300 mila, soprattutto di apprezzamento da parte dei fan.

Il post più commentato, invece, è stata la diretta Facebook del comizio di Matteo Salvini a Milano, oltre 43.000 i commenti e 1,7 milioni di visualizzazioni.

In generale, scorrendo la lista dei messaggi più engaging emergono senza dubbio quelli indirizzati dai politici alla pancia dell’elettorato: in sostanza più che sui programmi, i leader hanno puntato principalmente sui fatti di cronaca, in particolare su quelli che avevano attinenza con i costi della politica e con l’immigrazione (in quest’ultimo caso specie dopo i fatti di Macerata).

Gli spot elettorali sui social

I social hanno fatto anche da mezzo per la diffusione di spot elettorali, centrati ancora una volta sui propri leader e sui valori del partito.

Tre quelli del PD, giocati sull’ironia e ancora una volta sulla figura di Matteo Renzi, che sui social è di casa.

Da una nostra consultazione dei dati riportati dalle piattaforme social ad oggi, il primo dei tre spot ha registrato circa 1 milione e 700 mila visualizzazioni e 21 mila condivisioni su Facebook, 63.700 visualizzazioni su Twitter (dove registra 1179 retweet e 662 commenti) e 420.354 visualizzazioni su Youtube per un totale di 9 mila e 300 reazioni (mi piace, non mi piace).

Performance decisamente diverse invece per lo spot di Fratelli d’Italia, che vede protagonista Giorgia Meloni.

Su Facebook, lo spot è stato visto 16 mila volte e ha registrato 130 condivisioni. Su Youtube invece il video registra 28.605 visualizzazioni e oltre 1.500 reazioni (mi piace, non mi piace).

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