2016: l’eCommerce sarà sempre più multidevice e l’adv sarà più mirata e meno invadente

Lo riporta l’eCommerce Industry Outlook 2016 di Criteo, che elenca i sette trend del commercio elettronico che prenderanno piede nell’anno appena iniziato

di Caterina Varpi
18 gennaio 2016
Criteo-logo-DataPop

Secondo Criteo, azienda tecnologica specializzata in performance marketing, il 2016 sarà un anno ricco di cambiamenti e novità nel settore dell’eCommerce. Nell’eCommerce Industry Outlook 2016 la sigla elenca i sette trend che secondo la società francese avranno un impatto significativo sul mercato online quest’anno. Si prospettano numerosi cambiamenti all’orizzonte, di cui le aziende dovranno tener conto: i social media avranno un’influenza sempre maggiore sullo shopping online e nuovi servizi di pagamento mobile trascineranno ulteriormente la crescita del settore. Anche le aspettative dei consumatori subiranno un’evoluzione, a cui le aziende dovranno far conseguire cambiamenti nelle scelte di investimento e nelle strategie di marketing.

Ecco le sette tendenze elencate nel report:

  1. I consumatori saranno sempre più multi-device. La metà delle transazioni eCommerce viene conclusa utilizzando più dispositivi durante il processo d’acquisto: in Italia raggiungono una quota del 53% (al terzo posto dietro a Corea del Sud con il 64% e Brasile con il 56%) secondo lo State of Mobile Commerce Report Q3 2015 di Criteo. Durante il 2016, il tasso di transazioni online multi-device nel settore retail supererà la media mondiale del 50%, perciò le aziende dovranno ripianificare la propria esperienza d’acquisto online sulla base di questo cambiamento attivando le campagne su tutti i dispositivi e funzionalità impiegati.
  2. Gli smartphone saranno i dispositivi più utilizzati. Durante il 2015, il mobile è stato protagonista del settore dello shopping online. Lo smartphone in particolare è stato e continua ad essere lo strumento più utilizzato in tutto il mondo, arrivando a conquistare più del 40% del mercato in Corea del Sud e Giappone (Fonte: Criteo State of Mobile Commerce Report, Q3 2015). In Italia si conferma il canale più utilizzato e rappresenta il 12% delle vendite online, che sommandosi al 10% effettuato tramite tablet genera una quota di vendite mobile del 22%. Diventa quindi sempre più strategico migliorare l’esperienza d’acquisto in mobilità, ottimizzando anche i siti internet aziendali per lo shopping da smartphone.
  3. Ci sarà un maggior numero di grandi occasioni di acquisto nel corso del 2016 che genereranno sempre più vendite. Secondo una ricerca di Adobe condotta per conto di Alibaba, nel 2015 il Cyber Monday è stato il giorno di maggiori vendite online negli Stati Uniti per un valore totale di 3 miliardi di dollari. A sorpresa però, il giorno in cui sono state fatte più vendite online a livello mondiale è stato il Single Day, celebrato in Cina l’11 novembre e fautore di un valore di 14,3 miliardi di dollari di ricavi per la sola Alibaba (+60% rispetto al 2014). Secondo Criteo, il numero di occasioni di vendita nel mondo è destinato a crescere durante l’arco del 2016, per questo le aziende dovranno ridefinire le proprie strategie sia offline che online includendo tutte le “nuove ricorrenze” a livello internazionale.
  4. Le aziende rileveranno una maggiore influenza del web nelle loro vendite in-store. I consumatori sono sempre più portati a supportare i propri acquisti nei negozi fisici con l’utilizzo dell’online per ricercare informazioni, prezzi, offerte, punti vendita e molto altro. Secondo Google, 8 consumatori su 10 utilizzano il proprio smartphone direttamente all’interno del negozio per concludere l’acquisto (fonte: Forrester Research): le aziende devono adeguarsi a questa tendenza cercando di comprendere il comportamento online degli utenti e interagendo in tempo reale attraverso app e tecnologie beacon per il pagamento online in-store.
  5. Le strategie di marketing dovranno focalizzarsi più sulle persone che sui device. Sebbene buona parte delle aziende utilizzi oggi modelli deterministici e probabilistici, la maggior parte fatica ancora a tracciare il percorso cross-device delle vendite e i movimenti dei consumatori da un dispositivo all’altro. Nel 2016 diventerà fondamentale per i retailer riuscire a comprendere questi elementi riorganizzando i propri team di marketing, ridefinendo le strategie e investendo in strumenti e tecnologie che gli permettano di analizzare i comportamenti degli utenti, al di là dei dispositivi coinvolti nel processo decisionale. I responsabili di marketing in particolare, considerano di fondamentale importanza l’utilizzo di sistemi di analytics per la comprensione del comportamento del cliente (78% dei responsabili di marketing), lo sviluppo di contenuti ed esperienze lungo tutto il percorso d’acquisto (78% dei marketer) e di esperienze personalizzate e rilevanti per la clientela (74%) (Fonte: Association of National Advertisers (ANA), McKinsey & Company and GfK, 2015 Marketing Disruption Survey).
  6. La pubblicità dovrà diventare più mirata e meno invadente. L’adv online dovrà abbandonare forme invasive di visualizzazione on screen, accantonando i formati pop-up, overlay e pre-roll. Le tipologie di adv digitali che gli utenti trovano maggiormente fastidiose sono quelle considerate irrilevanti rispetto ai propri gusti personali (50%), rispetto ai propri interessi di acquisto (49%) e quelle che promuovono prodotti già acquistati dall’utente (45% (fonte: Magnetic and Retail TouchPoints, “Closing the Gap between People’s Expectactions & Retail Realties” Oct 2015). Durante il 2016 saranno gli stessi programmi di ad blocking a spingere le aziende a prediligere inserzioni realmente rilevanti e più mirate rispetto agli interessi dei consumatori (leggi l’articolo sui formati adv più fastidiosi).
  7. I servizi di consegna istantanei diventeranno la regola. Il 96% delle persone valuta come rapido un servizio di consegna se la merce viene recapitata il giorno stesso o il giorno successivo al giorno di acquisto, il 92% entro due giorni (fonte: Deloitte 2015 Holiday Survey, Forrester Research). L’efficienza della consegna deve quindi diventare uno dei focus dei retailer per il 2016: servizi rapidi come Amazon Prime diventeranno la regola e non più l’eccezione, affidandosi a partner come Instacart che offrono una consegna istantanea della merce.

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