Digitale, l’Italia resta fanalino di coda in Europa

Il nostro Paese resta 25esimo nell’Unione Europea e ultimo per la lettura delle notizie online

di Caterina Varpi
21 maggio 2018
digitale

Per il quarto anno consecutivo l’Italia, malgrado miglioramenti, non avanza nella digitalizzazione ma resta fanalino di coda in Europa sotto la media Ue. Secondo il Desi 2018, l’indicatore della Commissione Europea che misura il livello di attuazione dell’Agenda Digitale di tutti gli Stati membri, il nostro Paese resta 25esimo nell’Unione Europea e ultimo per la lettura delle notizie online.

La fotografia che viene restituita dallo studio a livello contentale sembra quella dello scorso anno: una Europa in crescita sui temi del digitale ma con progressi non sufficienti a tenere il passo con altre regioni, che segnano un avanzamento più spedito.

In questo quadro sostanzialmente immobile l’Italia rimane indietro, ferma al suo 25° posto su 28 Paesi, con pochi progressi fatti, di cui il maggiore sul fronte degli Open Data, e diversi passi indietro rispetto agli altri Stati, nelle aree della Connettività, del Capitale Umano e dell’Integrazione delle tecnologie digitali. Conserviamo il penultimo posto nell’area dell’Uso di Internet e il 19esimo in quella dei Servizi pubblici digitali.

Il punteggio più alto nel Desi 2018 è stato ottenuto da Danimarca, Svezia, Finlandia e Paesi Bassi. Irlanda, Cipro e Spagna hanno registrato il maggior progresso negli ultimi quattro anni. L’Italia si colloca nei Paesi dai risultati inferiori alla media.

Per quanto riguarda la Connettività, l’Italia si piazza al 26° posto fra gli Stati membri, retrocedendo di un posto rispetto al 2017. Non è riuscita a fare progressi, confermandosi al penultimo posto in classifica nell’Uso di internet. Sono stati registrati lievi aumenti nello shopping online (dal 41% degli utilizzatori di internet al 44%, contro una media Ue del 68%), nell’utilizzo di eBanking (dal 42% al 43%, contro una media Ue del 61%) e social network (dal 60% al 61%, contro una media Ue del 65%). L’utilizzo di videochiamate ha subito un incremento (dal 34% al 39%), sia pure a un ritmo ridotto rispetto alla media continentale (46%).

Nell’area della Integrazione delle tecnologie digitali, in nostro Paese è retrocesso dal 19° al 20° posto mentre si conferma 19° per i Servizi pubblici digitali. Il rapporto boccia l’Italia sulle competenze digitali, per la mancanza di una strategia globale che penalizza quei settori della popolazione che non vengono fatti oggetto di altre iniziative in materia.

Il Desi evidenzia anche come gli italiani siano ultimi in Europa per la lettura delle notizie online. L’Italia è infatti 28esima su 28 nel 2018 per la percentuale di persone che utilizza Internet per informarsi, segnando un ulteriore crollo dalla 26esima posizione del 2017. Solo il 56% degli italiani consulta siti di informazione sul web, contro il 60% dell’anno scorso, ben al di sotto della media Ue che è al 72%. Secondo Bruxelles, il fenomeno potrebbe essere dovuto all’aumento dei paywall dei giornali online.

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