Quanto e come è usato Snapchat dalle aziende? La risposta in uno studio

Il 64% dei brand ha un account sulla piattaforma. E nel tempo sono cambiati la composizione degli inserzionisti e il loro potere di spesa. Ecco il quadro di come i brand usano questa e le altre principali piattaforme

di Alessandra La Rosa
12 gennaio 2017
snapchat

Snapchat ultimamente sta potenziando molto la propria offerta pubblicitaria, in vista della sua prossima IPO (proprio in questi giorni, la notizia dell’avvio dei test di due nuove funzioni per il formato Snap Ads). Ma quanto effettivamente il social è utilizzato dalle aziende per la loro comunicazione pubblicitaria?

Ce lo rivela l’istituto di ricerca L2, in un nuovo studio che ha indagato l’uso delle principali piattaforme social tra gennaio e ottobre 2016 da parte degli inserzionisti pubblicitari in USA, Europa, Giappone, Corea e Cina.

Ebbene, il 64% delle aziende interpellate ha un account Snapchat: un trend in crescita, soprattutto nel settore Orologi e Gioielleria. Tuttavia solo il 67% di esse ha profili attivi, probabilmente, rivela lo studio, perché diversi brand hanno “avuto difficoltà a produrre contenuti per la piattaforma”. I brand attivi, la maggior parte dei quali appartengono al settore Beauty, hanno postato una media di 25 Snap a settimana, due giorni a settimana.

La ricerca di L2 ha analizzato anche le pubblicità contenute all’interno delle sezione Discover di Snapchat, rivelando che, lo scorso gennaio, 23 inserzionisti hanno prodotto 161 campagne e nove di essi hanno contribuito all’80% di tutti gli annunci pianificati, mentre a ottobre (dopo il lancio dell’API) il quadro è cambiato drasticamente, con 63 inserzionisti e 387 campagne, e i principali spender – appartenenti ai settori Food, Beverage e Hair Care – responsabili solo del 25% di tutte le pianificazioni.

Il caso di Instagram, Facebook e Twitter

Lo studio ha fatto luce anche sulla situazione delle altre principali piattaforme, da Instagram a Facebook e Twitter.

Ad Instagram va la palma delle interazioni: il 92%, a paragone di Facebook o Twitter. Sul social fotografico sono 390 i brand attivi e 1,4 miliardi i like e i commenti.

Per quanto riguarda Facebook, invece, nell’ultimo trimestre del 2016 il 17% dei post erano sponsorizzati, in lieve crescita del 16% rispetto al primo trimestre. Tuttavia, il numero medio di attività su tali post ha subito un netto calo: 12.016 interazioni contro 9.731. Calo che, secondo il report, è da attribuire in prima istanza al raggiungimento da parte del social del limite di ad-load, ossia del volume massimo di campagne mostrabili a un utente senza rovinare la sua esperienza di navigazione.

Notevole il numero di brand che utilizzano Facebook Messenger: l’81%. Mentre Twitter, nel periodo in esame, si è rivelato un social utilizzato dai brand soprattutto come strumento di customer service: tra le varie categorie merceologiche, una media del 66% delle aziende interpellate ha dichiarato di usare la piattaforma di micro-blogging per gestire richieste e domande dei clienti.

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