Scenario media: il 44% degli editori vede i social come una minaccia per il proprio business

Secondo un report del Reuters Institute, un publisher su dieci (il 10%) vuole pianificare un futuro di news con pubblicità ridotta o nulla, visto che il mercato adv è ormai appannaggio delle tech platform

di Teresa Nappi
26 gennaio 2018
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Le piattaforme social, come Facebook e Twitter, vengono percepite dai media come la più grande minaccia per il 2018, almeno per il 44% di loro. Un dato che sale al 55% se si considerano solo gli editori di giornali.

Quest’ultimi, inoltre, sono tra coloro che maggiormente temono la diffusione delle piattaforme web, che in questi ultimi anni stanno sempre più sottraendo i profitti derivanti dai ricavi pubblicitari.

A dirlo è il rapporto “Journalism, media and technologies trends and prediction 2018”, realizzato da Nic Newman per il Reuters Institute.

Secondo la ricerca, non tutte le aziende tecnologiche sono però viste con uguale preoccupazione. Su una scala da 1 a 5, c’è una visione più positiva verso Google (3,44) e Twitter (3,23) rispetto a Snapchat (2,82) e Facebook (2,57).

Il sentimento nei confronti di Facebook, in particolare, sembra essere peggiorato a seguito del suo ruolo nel promuovere fake news e lo scarso successo che hanno avuto i video. Sempre secondo il report, l’incapacità a innovare preoccupa il 20% del campione, mentre il 17% degli interpellati teme la resistenza al cambiamento.

Le organizzazioni giornalistiche si trovano così a dover ripensare il loro ruolo in un mondo in cui le persone andranno sempre meno a cercare le notizie, perché – anche grazie alla diffusione degli smartphone – sono sempre più immerse in esse.

Verso nuovi approcci oltre la pubblicità

L’ indagine sulle aziende editoriali realizzata da Reuters mostra inoltre quanto la pubblicità diventerà meno importante nel tempo (62%), con un media su dieci (10%) che dichiara di pianificare attivamente un futuro di news con pubblicità sui display ridotta o nulla. Si tratta di una significativa inversione di tendenza.

Le grandi piattaforme tecnologiche si stanno accaparrando la maggior parte dei fondi pubblicitari digitali grazie alla loro capacità di indirizzare il pubblico in modo efficiente e su vasta scala. I media, dal canto loro, stanno tentando di studiare e sperimentare nuovi approcci, come per esempio diverse forme di pagamento del lettore.

Nel report, il 44% degli editori afferma che l’abbonamento digitale rappresenta un flusso di entrate molto importante rispetto a qualsiasi altra opzione. I video (annunci o sponsorizzati) interessano circa la metà degli editori, la “membership” è considerata molto importante per il 16% degli interpellati, mentre le “donazioni una tantum” interessano il 7% degli intervistati.

Spostarsi quindi verso una strategia del “reach + ads a engagement + subscriptions” non è solo un semplice cambiamento nel modello di business, ma obbliga gli editori a ripensare i contenuti che creano, e al pubblico che intendono prendere di mira.

 

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