I millennial e la nuova era del mobile advertising: l’80% è influenzato nell’acquisto da annunci mobile

Lo evidenza la ricerca di Quantcast “Mobile & Me – ridefinite le opportunità per i brand”. Il 37% dei giovani crede che la riconoscibilità del marchio sia amplificata dalla pubblicità che ricevono sui dispositivi mobili

di Caterina Varpi
25 febbraio 2016
Millennials

I millennial si stanno spostando al mondo del mobile, una tendenza che si rivela una grande opportunità per brand e investitori. A rivelarlo è una ricerca di Quantcast, azienda operante nell’applicazione dei big data e degli analytics al digital e mobile advertising, dal titolo “Mobile & Me – ridefinite le opportunità per i brand”.

Considerando l’influenza del mobile advertising, la ricerca rivela che il 64% dei consumatori intervistati è stato influenzato all’acquisto da annunci pubblicitari ricevuti su smartphone – cifra che sale all’80% tra i millennial. Ma, sottolineando l’importanza della possibile personalizzazione del mobile advertising, il 43% afferma di essere più favorevole a comprare da una realtà che invia pubblicità rilevante sullo smartphone.

Nonostante la pubblicità su smartphone in precedenza sia stata reputata come spamming o inopportuna, il 76% degli utenti accetta più favorevolmente la pubblicità se ha rilevanza rispetto alle proprie effettive esigenze.

Ilaria Zampori

«Sappiamo che il mobile advertising è efficace quando il messaggio viene consegnato nel giusto contesto ed è rilevante e spinge al brand engagement. Il report rivela il gap tra le pubblicità inviate al consumatore e le loro alte aspettative nei confronti degli investitori – ha commentato Ilaria Zampori, general manager per l’Italia di Quantcast. – Il comportamento dei consumatori su mobile si è evoluto. Il 45% dei millennial usa i dispostivi mobili per fare acquisti durante il tempo libero, ha grandi aspettative sulle campagne pubblicitarie su mobile e giustamente chiede più rilevanza e creatività agli investitori e ai brand».

La ricerca ha inoltre rivelato che quando non si soddisfano le aspettative dei consumatori, questi si sentono disturbati nella loro intimità e nel tempo che dedicano a se stessi. La mancanza di rilevanza ha un impatto negativo sulla percezione del brand. Il 51% degli utenti considera la pubblicità su smartphone più invasiva rispetto a quella su pc o tablet. Se però il messaggio su mobile incontra le aspettative, il brand acquista maggiore autorevolezza e consenso. Il report ritiene, infatti,  che il 37% dei millennial crede che la riconoscibilità del marchio sia amplificata dalla pubblicità che ricevono sui dispositivi mobili.

Inoltre, i consumatori usano i dispositivi mobili per fare ricerche sugli acquisti 5 volte al giorno mentre il 50% dei millennial usa lo smartphone come strumento di ricerca. I giovani acquistano in media due volte a settimana dallo smartphone mentre quasi la metà (48%) ammette che si lascerebbe influenzare più facilmente da pubblicità più creative.

«Il report mostra chiaramente come l’opportunità per il brand su mobile sia stata ridefinita dal comportamento dei consumatori e dall’interazione con i dispositivi mobili. Oggi i marketer di successo usano i dati per identificare i consumatori durante la fase di ricerca, offrendo ai brand una chiara opportunità di inviare pubblicità rilevanti su smartphone. Generando, di volta in volta, awareness e performance attraverso strategie pubblicitarie olistiche da desktop e mobile web finalizzate a influenzare i comportamenti dei consumatori», conclude Ilaria Zampori.

Per quanto riguarda i settori merceologici dei prodotti ricercati, il 51% dei consumatori effettua ricerche su abbigliamento, il 47% su prodotti tecnologici, il 38% sulle vacanze, il 41% su prodotti cosmetici e il 37% su biglietti di spettacoli.

La ricerca è stata commissionata da Quantcast e condotta dal 4 dicembre 2015 al 6 gennaio 2016 da Censuswide su 3.101 consumatori tra Inghilterra, Francia e Germania con un’età superiore ai 16 anni possessori di un cellulare. Censuswide è costituita dai membri della Market Research Society che si basa sui principi  di ESOMAR.

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