Tim, intesa in vista con Canal+ sui contenuti

Ufficializzato l’accordo per l’uscita dell’a.d. Flavio Cattaneo, la compagnia prepara la convergenza sui contenuti con la pay-tv di Bolloré

di Simone Freddi
25 luglio 2017
Vincent-Bolloré
Vincent Bolloré

Canal+, la pay-tv di Vivendi, ha proposto a Tim la creazione di una nuova Joint Venture per l’acquisizione di diritti tv e la creazione di contenuti originali.

A informare il Consiglio di Amministrazione dell’ex Telecom Italia è stato il presidente esecutivo Arnaud de Puyfontaine nel corso della riunione di lunedì, dedicata principalmente all’accordo di uscita dell’a.d. Flavio Cattaneo (che incasserà 25 milioni di euro di buonuscita). Un passaggio delicato, nell’ambito del quale il primo azionista della compagnia, Vivendi, ha voluto dare un forte segnale della direzione che intende imprimere al business.

L’eventuale intesa prevederebbe la creazione di una joint venture tra Tim e Canal+, in cui la tv a pagamento di Vivendi avrebbe una quota di minoranza. Un’alleanza che permetterebbe a Telecom di fare un balzo in avanti deciso nella convergenza tra contenuti e infrastrutture, ampliando la sua offerta lineare e «on demand», non solo grazie all’ampio catalogo di Canal+ ma anche grazie alla produzione di contenuti originali e all’acquisto di diritti, senza escludere il calcio (l’asta per i diritti della Serie A sarà in autunno).

I francesi così gettano le premesse per quel polo del Sud Europa tanto evocato. Sullo sfondo c’è il burrascoso rapporto con Mediaset dopo la mancata acquisizione di Premium, nell’ambito del quale l’asse con Tim potrebbe costituire una leva in grado di riportare al tavolo anche Cologno.

Altre due mosse, tra l’altro, lasciano intravvedere le intenzioni di Bolloré: la scelta di portare nella squadra di vertice di Tim, con il ruolo di Direttore Generale, Amos Genish, il manager attualmente responsabile della convergenza tra contenuti di Vivendi, e il dietrofront di Tim sul piano Cassiopea.

Varato dall’a.d. uscente Cattaneo, Cassiopea prevede la costituzione di una newco in alleanza con investitori finanziari per la realizzazione di una rete a banda ultra larga nelle aree a fallimento di mercato. Un progetto che rischia di creare grosse difficoltà a Open Fiber, società pubblica controllata da Enel e dalla Cassa Depositi e Prestiti che realizzerà un’analoga rete con fondi pubblici, con la prospettiva di gestirla come monopolista per i prossimi 20 anni.

Secondo fonti vicine alla vicenda, il piano Cassiopea sarebbe al momento “congelato”, e in molti hanno già visto questo dietro front come una mossa distensiva nei confronti del Governo italiano di Vivendi, nell’ambito di una partita che si gioca ormai su molti fronti.

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