Radio, le rilevazioni proprietarie degli editori dal 2017

L’organismo che riunisce tutti gli editori nazionali e locali, presieduto da Nicola Sinisi, riapre intanto il dialogo con Upa, l’associazione che rappresenta le aziende investitrici, per un suo coinvolgimento anche societario

di Andrea Salvadori
13 aprile 2016
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Nicola Sinisi

Tavolo Editori Radio, la società costituita dagli editori radiofonici pubblici e privati, nazionali e locali che ha come obiettivi l’avvio di una nuova indagine di rilevazione degli ascolti dopo la chiusura nel 2010 di Audiradio (oggi in liquidazione) e, più in generale, la promozione del mezzo, intende fornire al mercato la prima ricerca proprietaria nel 2017.

Oggi si è riunito a Milano il primo cda di Tavolo Editori Radio, sotto la presidenza del direttore di Radio Rai, Nicola Sinisi. Soci della società sono per il 70% le emittenti radiofoniche nazionali e per il 30% le due associazioni di categoria delle emittenti radiofoniche locali, Aeranti-Corallo e Associazione Radio Frt (ciascuna con il 15%).

«Fino a oggi le radio erano clienti di un istituto di ricerca. Adesso è la radiofonia che diventa proprietaria delle indagini di rilevazione dei suoi ascolti», ha spiegato Nicola Sinisi. Dopo lo sciolgimento di Audiradio, i dati di ascolto sono infatti oggi forniti al mercato da Radiomonitor, la ricerca sull’audience radiofonica di proprietà di Gfk Eurisko. L’obiettivo di Tavolo Editori Radio ora è di far effettuare un monitoraggio che tenga conto sia dei canali classici di ascolto sia dei nuovi strumenti, come smartphone, tv digitale e satellitare, internet, podcast e cuffie radiomunite.

Resta ancora da definire quale sarà la metodologia da utilizzare, un tema caldo se si pensa alle divergenze emerse tra gli editori nel recente passato. Il cda ha iniziato a prendere in esame le metodologie utilizzate all’estero e, al momento, sembrerebbe prevalere l’ipotesi di ricorrere alle metodologia Cati, la più diffusa nel mondo, con la possibilità di una combinazione con i meter. I diari invece hanno il limite di avere costi molto elevati.

Del cda di Tavolo Editori Radio fanno parte 16 membri, 17 sono invece i componenti del comitato tecnico (tutti espressione degli azionisti) che dovrà, tra l’altro, studiare il bando di gara per la scelta della o delle società che si occuperanno della rilevazione degli ascolti. Le decisioni strategiche dovranno essere prese con maggioranze qualificate molto elevate, ovvero dall’80% dei presenti ai cda e alla assemblee.

L’obiettivo degli editori è fornire al mercato dati sempre più completi e aggiornati per valorizzare il bacino pubblicitario del mezzo, che oggi vale 360 milioni di euro. Anche per questa ragione l’organismo, ha detto Nicola Sinisi, dopo le divergenze di vedute emerse sino ad oggi, «intende mantenere aperto il dialogo con Upa, l’associazione che rappresenta le aziende investitrici». «Abbiamo parlato con Upa, ma sinora non abbiamo trovato un’intesa. Abbiamo quindi deciso di procedere, lasciando ovviamente l’opportunità di confrontarci in futuro”, ha aggiunto Mario Volanti di Radio Italia. Tavolo Editori Radio guarda dunque alla possibilità che tra i suoi soci posso presto figurare l’organismo presieduto da Lorenzo Sassoli de Bianchi, che è azionista di tutte le altre Audi disponibili sul mercato.

Il CdA è composto da 17 membri che dureranno in carica per tre esercizi fino all’approvazione del bilancio al 31 dicembre 2018. Ne fanno parte Nicola Sinisi, Antonio Marano e Giuseppe Pasciucco (Rai), Marco Rossignoli e Alessia Caricato (Aeranti Corallo), Antonio Niespolo (Kiss Kiss), Francesco Dini e Carlo Ottino (Elemedia), Ivan Ranza (Sole 24 Ore), Alberto Mazzocco e Marco Montrone (Frt), Federico Di Chio (Rti – Radio 101), Mario Volanti (Radio Italia), Lorenzo Suraci (Rtl 102,5), Claudio Fabbri ed Elisa Todescato (Finelco) e Massimiliano Montefusco (Rds).

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