Dopo l’offerta di Cairo il titolo RCS a +29%. I soci forti preparano la contromossa

Mediobanca, Unipol, Diego Della Valle e la Pirelli sarebbero orientanti a non aderire all’offerta del patron de La7 e starebbero mettendo a punto opzioni alternative. A Piazza Affari intanto la società di via Rizzoli è sugli scudi

di Andrea Salvadori
11 aprile 2016
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Titolo di RCS MediaGroup in forte rialzo a Piazza Affari. L’offerta pubblica di scambio lanciata venerdì sera da Urbano Cairo, a Borse chiuse, sul 100% delle azioni del gruppo che edita il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport (qui l’articolo dedicato) ha già ottenuto un primo effetto: RCS è tornata al centro delle attenzioni del mercato e il titolo ha chiuso la giornata di scambi in crescita di quasi 29 punti percentuali (+28,79%).

Non solo però, perché, come era prevedibile, la mossa del patron de La7, che attualmente controlla il 4,6% del gruppo di via Rizzoli, ha chiamato a raccolta gli altri soci del gruppo editoriale. Secondo più fonti vicine alla vicenda, Mediobanca, Unipol, Diego Della Valle e la Pirelli starebbero definendo una contromossa immediata, sia perché il piano annunciato da Cairo desterebbe perplessità sul fronte industriale, per le effettive opportunità di sviluppo di Rcs, sia perché l’offerta sarebbe ritenuta, così come è stata formulata al momento, non congrua sul fronte del prezzo.

Mediobanca, che oggi detiene il 6,5% di via Rizzoli, UnipolSai, il patron di Tod’s e Marco Tronchetti Provera (Pirelli) sarebbero dunque al momento orientati a non aderire all’offerta. Gli Agnelli hanno già annunciato di voler uscire dalla partita Rcs (qui l’articolo dedicato): come noto, a giugno Fca dovrebbe dunque distribuire ai propri soci le azioni Rcs e, a quel punto, Exor, la cassaforte della famiglia torinese, entrerà in possesso di una quota vicino al 5% che probabilmente sarà subito messa sul mercato. Intesa Sanpaolo (4,2%) dovrebbe invece aderire all’offerta di Cairo (anche perché Cairo è affiancato nella partita dall’advisor finanziario Imi, società del gruppo Intesa), mentre la famiglia Rotelli (2,7%) non avrebbe ancora preso una decisione.

Quello che succederà sul mercato azionario nei prossimi mesi potrebbe dunque risultare determinante per il buon esito dell’operazione, tenendo conto che Cairo ha posto come target minimo il raggiungimento della soglia del 50% del capitale più un’azione. Un obiettivo che potrebbe essere anche a portata.

“La nostra è un’operazione di mercato, non un’Opa ostile: vogliamo tenere dentro i vecchi soci per beneficiare insieme degli eventuali introiti di RCS, una volta ristrutturata”, ha detto Urbano Cairo ai microfoni di Radio Anch’io Sport-Radio1. “Abbiamo valutato RCS 770 milioni che, scalati i 90 della vendita RCS Libri a Mondadori, fanno quasi 700, ovvero il doppio di quanto capitalizza in Borsa il Gruppo Espresso, 370 milioni, senza debiti oltretutto”.

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