Rai, adv a -1-2% nel semestre; Piscopo: «Bene tv tematiche, digital e radio»

Rai Pubblicità punta a chiudere il 2017 con un fatturato di circa 684 milioni, in aumento di circa il 2% rispetto ai 670 milioni ottenuti nel 2016, al netto di Europei e Giochi Olimpici. Nel sei mesi l’online a +3%

di Lorenzo Mosciatti
28 giugno 2017
Fabrizio-Piscopo
Fabrizio Piscopo

Semestre con il segno meno per Rai Pubblicità. In un mercato che ha registrato negli ultimi mesi una frenata della crescita degli investimenti pubblicitari delle aziende, e che rimane sempre molto volatile, la concessionaria della televisione pubblica si avvia ad archiviare il periodo gennaio-giugno con un calo di almeno uno, se non due punti percentuali, rispetto ai primi sei mesi del 2016.

«Maggio è andato bene, giugno invece non tanto, su luglio non abbiamo ancora evidenze», annuncia Fabrizio Piscopo, amministratore delegato di Rai Pubblicità, a margine della presentazione dei palinsesti autunnali della Rai. «Sul nostro risultato hanno inoltre pesato alcuni fattori come la decisione di non mandare in onda quest’anno The Voice e l’impossibilità da quest’anno di trasmettere la pubblicità delle aziende di scommesse sportive. Stiamo attendo al riguardo una delibera dell’Agcom che dovrebbe definire meglio i contorni di questo provvedimento determinato dal nuovo contratto di servizio pubblico. Infine, il lavoro della concessionaria è stato penalizzato da alcune variazioni dell’impaginazione dei break. Tutti insieme questi fattori ci hanno fatto perdere circa 10 milioni di fatturato».

Rai Pubblicità, che dopo l’estate renderà disponibile tutta l’inventory tv e radio su Open Square, la piattaforma che permette ai clienti d di accedere online all’offerta multimediale della concessionaria (qui l’articolo dedicato), ha chiuso il 2016 con 702 milioni di fatturato pubblicitario netto (in crescita dell’8% sul 2015), di cui 32 milioni garantiti dai grandi eventi dello scorso anno, gli Europei di calcio e le Olimpiadi di Rio.

«Il nostro obiettivo rimane quello prefissato a inizio anno, ovvero una chiusura 2017 con un fatturato di circa 684 milioni, in aumento di circa il 2% rispetto ai 670 milioni ottenuti nel 2016», al netto dunque di Europei e Giochi Olimpici, e dell’uscita dal perimetro della concessionaria di Rai YoYo, Rai 5 e Rai Storia, che dal 1 maggio 2016 non mandano più in onda gli spot. «Alla luce del risultato del primo semestre, nella seconda parte dell’anno saremo costretti a mettere a segno almeno una crescita del 3%. Un risultato che riteniamo possibile considerando le stime rilasciate da tutti i centri media del mercato, che prevedono una ripresa degli investimenti negli ultimi mesi dell’anno».

Sono sempre i grandi eventi a garantire alla concessionaria introiti pubblicitari numericamente importanti. Per questa ragione Rai Pubblicità spera di poter contare nel 2018 sulla trasmissione dei Mondiali di calcio e spera soprattutto che la Nazionale italiana si qualifichi. Il concerto di Vasco Rossi che sarà trasmesso su Rai 1 sabato 1 luglio ha portato nelle casse della concessionaria «2 milioni di euro, nonostante abbiamo potuto venderlo solo nelle ultime settimane». Bene l’ultimo Giro D’Italia, «con circa 3,5 milioni di ricavi pubblicitari contro i 2 milioni dell’edizione 2016».

Se da un lato la pubblicità diminuisce sui tre canali televisivi generalisti, dall’altro aumenta sulle reti tematiche, che insieme valgono circa 80 milioni di raccolta pubblicitaria. «Nel semestre queste emittenti hanno aumento il fatturato dell’8-9%. Va molto bene soprattutto Rai 4, grazie alla nuova linea editoriale semigeneralista introdotta ormai da più di un anno, con ascolti in aumento del 50% e la pubblicità del 40%. Ottiene risultati brillanti anche Rai News 24, con audience a +40% e raccolta superiore al +20%».

Radio a +5%, digital advertising a +3%

La radio, ha aggiunto Francesco Barbarani, direttore area Radio & Web di Rai Pubblicità., «segna nel semestre un incremento della pubblicità del 5% e dovrebbe archiviare l’anno con un giro d’affari di 35-40 milioni. Nei primi sei mesi il digital advertising chiude quindi a +2-3%, considerando però nel confronto la raccolta generata lo scorso anno dagli Europei di calcio. Al netto di questo evento, nel mese di giugno l’aumento sarebbe stato del 70%».

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Francesco Barbarani

Il successo di RaiPlay, unito ad una politica commerciale fondata su un minor affollamento, lascia ipotizzare a Barbarani una chiusura 2017 a quota 10-15 milioni di euro, mentre il risultato lo scorso anno era stato inferiore ai 10 milioni. Bene infine il cinema, a +30% non considerando nel perimetro però le sale Uci Cinemas, di cui la concessionaria non si occupa più, mentre il fatturato atteso nel 2017 è compreso tra i 5 e i 7 milioni.

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