Internet e privacy, la Commissione Europea pronta ad inasprire la Cookie Law

Domani a Bruxelles si discuterà un dossier che potrebbe introdurre il principio giuridico del consenso obbligatorio e preventivo circa la raccolta di informazioni sugli utenti. L’intervento potrebbe stravolgere il modello di business dell’industria della pubblicità digitale. Iab Europe: “Norma dannosa, nessuna garanzia reale per l’utente”

di Cosimo Vestito
10 gennaio 2017
cookie

Ancora una volta la Commissione Europea si dimostra vigile rispetto al delicato tema della privacy dei cittadini, declinato, in questo caso, nel grande ecosistema di Internet. Lo dimostra il dossier in discussione a Buxelles domani mercoledì 11 gennaio, il documento imporrebbe un significativo inasprimento della regolamentazione nell’utilizzo dei cookie, il principale strumento attraverso il quale alcuni operatori della filiera della comunicazione digitale raccolgono informazioni sul consumatore.

Risale al 2002 la prima normativa comunitaria varata in questione; qualche anno dopo, alcune modifiche apportate nel 2009 ne irrigidirono i termini introducendo il principio dell’opt-in, che prevede la manifestazione preventiva del consenso dell’utente, per quanto concerne i cookie tecnici, quelli utilizzati dai siti web per memorizzare informazioni (password, nomi utente, preferenze) al fine di facilitare l’esperienza di navigazione dell’utente. La limitazione non è però valsa per i cookie di terze parti, adottati da compagnie internet, agenzie e altre società tecnologiche per profilare gli individui e personalizzare i messaggi pubblicitari.

Da qui la decisione della Commissione Europea di passare a un altro principio giuridico, quello del consenso obbligatorio e preventivo, secondo il quale anche i cookie esterni devono essere cancellati al momento dell’avvio della navigazione e possono essere attivati solo su richiesta esplicita di chi naviga e a patto che sia preventivamente informato. In caso di approvazione, questo testo non potrebbe neanche essere emendato dagli stati membri, e con ogni probabilità, potrebbe mettere in serie difficoltà l’industria pubblicitaria.

Cookie Law, IAB Europe non ci sta

Non si è fatta attendere, infatti, la dura replica dell’Internet Advertising Bureau Europe, la divisione europea dell’associazione che raggruppa i principali operatori dell’industria digitale, che, in una nota ufficiale, si definisce “turbata” dalla proposta della commissione Europea.

“Mentre la commissione riconosce finalmente l’importante ruolo della pubblicità per il finanziamento dei contenuti gratuiti in rete, presenta una legge che danneggia innegabilmente il modello di business della pubblicità stessa, senza raggiungere alcun reale beneficio per gli utenti dal punto di vista della privacy e della protezione dati”, ha dichiarato Townsend Feehan, Ceo dell’associazione, “Speriamo che tutti i legislatori valutino la proposta nel merito e che prendano in seria considerazione i costruttivi suggerimenti dell’industria, che meglio sarebbero in grado di proteggere la privacy degli utenti, senza gravare sul loro tempo, attenzione e pazienza durante l’esperienza online”.

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