Il nuovo GQ Italia è in edicola; raccolta a +6% nel 1° trimestre, il digital cresce del 200%

Una nuova veste grafica e nuovi contenuti per il maschile di Condé Nast diretto da Emanuele Farneti, che ha chiuso il 2015 con un fatturato a +3% rispetto all’anno precedente. Entro fine anno il digital rappresenterà il 25% del giro d’affari del brand

di Caterina Varpi
08 marzo 2016
GQ Italia_Marzo 2016-1

È in edicola da oggi, martedì 8 marzo, il nuovo GQ Italia diretto dal dicembre 2015 da Emanuele Farneti. Il restyling si inserisce nei progetti di rinnovamento annunciati da Condé Nast a inizio anno e che hanno già portato al debutto del nuovo sito di Vogue (leggi l’articolo dedicato).

Come racconta Farneti: «Il nuovo GQ cambia sull’asse dei contenuti che continuano ad essere  il cuore del progetto, raccontando il senso italiano dello stile. Innanzitutto verrà dato grande spazio alla moda e alle passioni, come motori, orologi, design e tecnologia, trattati in una logica contemporanea e giornalistica. Grande importanza sarà data alla parte legata alle storie e al giornalismo di qualità, con interviste e tematiche maschili. GQ Italia dovrà avere un ruolo di rilievo all’interno di Condé Nast e dell’intero network internazionale: per questo viene dato un grande spazio all’italianità, che gli garantisce un grande spazio nel mondo».

Italianità che si nota dagli argomenti del numero appena arrivato in edicola. La nuova veste del maschile di Condé Nast è contrassegnata da 4 copertine diverse che hanno per protagonisti alcuni dei nomi più popolari del cinema italiano: Stefano Accorsi, Claudio Santamaria, Pierfrancesco Favino e Alessandro Gassmann. Sono loro, insieme con molti altri volti celebri – da Fabrizio Gifuni a Filippo Timi, a Vinicio Marchioni – a interpretare, in 46 pagine dedicate, un grande omaggio al cinema e allo stile made in Italy, realizzato in quattro città, Milano, Roma, Napoli e Palermo. Un tributo reso ancora più significativo da un’intervista esclusiva (firmata da Francesco Merlo) con Ennio Morricone, premio Oscar 2016 per la migliore colonna sonora, e da un ricordo di Marcello Mastroianni, scomparso venti anni fa.

Il brand si rinnova per interpretare al meglio l’evoluzione dell’uomo contemporaneo ed essere il riferimento più autorevole dello stile, della moda e delle passioni maschili, con dieci numeri annuali di cui i due doppi in corrispondenza con le Fashion Week maschili.

Come ha evidenziato una ricerca condotta dall’editore con GFK Eurisko, la testata, come spiega Farneti: «si rivolge a un target di uomini tra i 25-54 anni per i 2/3 sposato e per 1/3 single, un target che è difficile da inquadrare perché molto frammentato. Si tratta inoltre di una generazione che ha poco tempo e che richiede da noi senso e valore per quanto riguarda i contenuti. Per questo selezioniamo per dare rilevanza a quello di cui parlare con una prospettiva editoriale e fornendo un punto di vista».

Grande attenzione dunque agli stili di vita e alla scelta di beni e attività cui dedicare tempo, passione e denaro. Dalla moda alle auto, dalla tecnologia al food, le pagine del nuovo GQ Italia saranno curate dai principali esperti di ciascun settore, a cominciare dal nuovo creative and style director Andrea Tenerani. Ma anche una particolare cura per la qualità di contenuti e immagini, in ognuna delle cinque sezioni in cui si articola il magazine di Condé Nast, totalmente ripensato in una nuova veste grafica dal creative director Heiko Keinath, di Buero Swiss.

Nel numero di marzo, Niccolò Ammaniti – autore di libri di successo come “Io non ho paura” e il più recente “Anna” – inaugura un romanzo a puntate scritto in esclusiva per GQ Italia. L’allenatore della Juventus Massimiliano Allegri racconta la sua vita lontano dal terreno di gioco a Malcom Pagani. Il grande fotografo Mario Sorrenti ripercorre in un’intervista firmata dal critico Francesco Bonami gli anni formidabili della moda, tra Londra e New York, e la sua relazione con una giovanissima Kate Moss.

A celebrare il nuovo GQ Italia anche tre ricette create ad hoc dagli chef Andrea Berton, Carlo Cracco e Davide Oldani.

Inoltre, il deejay e produttore musicale Stefano Fontana / Stylophonic ha realizzato la “sound identity” di GQ, con brani composti ad hoc e un “Sound Logo” che accompagnerà la comunicazione del magazine. È la prima volta che questo strumento, molto popolare tra i brand della moda, viene utilizzato per un giornale italiano.

«Per quanto riguarda il sito abbiamo siglato un accordo con Spotify per lanciare la playlist di GQ», conclude Farneti.

La campagna di comunicazione

Il nuovo magazine sarà annunciato da diverse attività di comunicazione. Il lancio fa parte di una campagna istituzionale di Condé Nast con le cover di Vanity Fair, GQ e Vogue sulle testate trade e sui canali dell’editore. Per presentare il nuovo GQ sono state ideate delle social cards con i quattro protagonisti delle copertine in tre formati differenti diffuse a livello editoriale su canali Instagram, Facebook e Twitter della testata e pianificati su Facebook e Instagram. Inoltre, è stata creata una gif animata veicolata sui profili social del magazine e pianificata su Facebook e Instagram. Infine, è stato realizzato un video nei formati 48″ e 15″ veicolato su Facebook e Instagram.

Fatturato in crescita. Sempre più peso per il digital

GQ Italia continua intanto a crescer sul mercato come avvenuto negli ultimi due anni. La brand audience complessiva conta oltre 3,4 milioni di contatti. Lettori e utenti altamente profilati, coinvolti attraverso una presenza a 360° del brand: dal magazine al sito desktop e mobile, dai social network fino agli eventi sul territorio.

Distintiva la performance digitale: il sito www.GQitalia.it conta 18,5 milioni di pagine viste e 2,4 milioni di accessi unici (dati Webtrekk gennaio 2016). Rilevante anche la componente social: oltre 558.400 la fan base ( Facebook, Instagram e Twitter).

GQ Italia ha chiuso il 2015 con un fatturato in crescita del 3% rispetto all’anno precedente. Il risultato è ancora più positivo se si considera il totale brand, condiderando dunque cartaceo, digitale ed eventi, con un trend del +10% rispetto al 2014.

Positivi anche i risultati di raccolta del primo trimestre 2016: il magazine cartaceo segna infatti una crescita del 6% rispetto al pari periodo 2014. Bene anche il sito che a gennaio/febbraio aumenta del 200% in termini di raccolta. Il peso percentuale del forecast digital sul forecast total del brand per il 2016 è inoltre pari al 25%.

Forte la presenza del brand sul territorio: a fine semestre è prevista la seconda edizione di GQ Freak Out, il festival musicale aperto alla città di Milano che nel 2015 ha visto la partecipazione di oltre 15.000 persone. Quest’anno l’evento sarà ripensato per coinvolgere l’audience nel segno dello stile, in totale coerenza con il nuovo giornale.

Stefania Vismara;Emanuele Farneti

«La divisione Maschili e Lifestyle racchiude in un unico sistema cinque brand – GQ Italia, L’Uomo Vogue, AD.Architectural Digest, Wired e Condé Nast Traveller – che rappresentano ognuno per la propria specificità il riferimento editoriale più autorevole del mondo cui appartengono. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione del mercato un’audience allargata ed estremamente qualificata e un ambiente editoriale molto ampio e  sinergico ideale per offrire non solo reach, ma anche differenti soluzioni alle necessità di comunicazione. L’immagine è quella di un continuo circolo virtuoso, entro il quale far fluire su tre differenti dimensioni – print, digital ed eventi – e secondo diverse angolazioni i contenuti dei brand contando sempre e comunque sulla qualità e sulla rilevanza», così Stefania Vismara, direttore divisione GQ, L’Uomo Vogue, Wired, AD, Condé Nast Traveller (Le nuove divisioni sono state introdotte a inizio 2016).

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