“Fake News”: IAB Italia propone linea di condotta comune agli operatori della pubblicità online

L’Associazione si interroga sulle ricadute che la pubblicazione di fake news può avere nel mondo dell’adv e marketing. Carlo Noseda: «tutti gli operatori del mercato si impegnino a dimostrare l’estraneità verso clienti e/o fornitori implicati in attività non trasparenti»

di Simone Freddi
16 febbraio 2017
Carlo-Noseda-IAB
Carlo Noseda

Anche la filiera della industry pubblicitaria online deve fare la sua parte sul tema delle Fake News, un fenomeno che sta mettendo a rischio la credibilità dell’informazione online. A sollecitare una grande presa di coscienza sulla questione da parte di tutti gli attori della filiera digitale è IAB Italia, l’associazione di riferimento per il digital advertising.

“Noi di IAB, congiuntamente con IAB US, crediamo che sia arrivato il momento in cui tutti gli attori della filiera siano ben consci della loro responsabilità“, dichiara in una nota Carlo Noseda, presidente di IAB Italia. Come nel caso di altre tematiche altrettanto rilevanti e di così vasta portata, le varie IAB del mondo si stanno confrontando per far fronte comune e studiare una strategia condivisa.

In particolare, quello che IAB e i mercati temono è una possibile riduzione della fiducia e una conseguente minor credibilità dell’intero mondo della comunicazione online. IAB, nell’ambito del suo impegno a livello globale e locale nella definizione di regole condivise e nella creazione di standard di mercato, ha voluto esprimere la propria posizione e fornire a tutti gli operatori una linea di condotta comune.

A questo proposito, ha detto Noseda, è ora che “tutti gli operatori del nostro mercato si impegnino a dimostrare la loro completa estraneità verso tutti gli eventuali clienti e/o fornitori implicati in attività non perfettamente trasparenti e affidabili”.

All’interno della filiera dell’informazione web, secondo IAB Italia è necessaria una maggiore consapevolezza di quanto l’operato di un singolo soggetto possa influenzare il lavoro delle altre persone coinvolte; è importantissimo quindi aumentare il livello di controllo, ad esempio con la creazione di figure interne espressamente dedicate alla verifica delle fonti. Questo può voler dire trovarsi nella condizione di interrompere i contatti con un player che sta divulgando fake news, sia esso cliente o fornitore.

È inoltre necessario, secondo IAB Italia, che le piattaforme di Ad Exchange monitorino internamente i contenuti per mantenere alti gli standard, e sarà compito delle piattaforme di Programmatic fornire ai buyer garanzie di trasparenza e sicurezza sul posizionamento degli annunci. E’ invece compito dei brand investire nella creazione di contenuti rilevanti, attendibili e di qualità.

“E infine – conclude Noseda – non dimentichiamo il ruolo di una associazione come IAB che è anche quello di promuovere la cultura digitale, che significa per esempio affiancare le istituzioni nel difficile compito di ‘crescere’ nuove generazioni che siano in grado di muoversi in rete con autonomia e consapevolezza, che abbiano gli strumenti per riconoscere le notizie attendibili o per distinguere tra un contenuto e una pubblicità.”

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