Google, standard più stringenti per gli operatori del secondary ticketing

Mountain View da oggi chiederà alle società del settore una certificazione al fine di aumentarne la trasparenza

di Lorenzo Mosciatti
07 febbraio 2018
secondary-ticketing

Standard più stringenti su Google per le società operative nella rivendita dei biglietti di eventi, gli operatori del cosiddetto secondary ticketing. 

Mountain View, spiega in un blog post David Graff, Senior Director, Trust & Safety, Global Product Policy della società, ha infatti deciso di introdurre una serie di novità per permettere agli utenti di avere informazioni più chiare su chi rivende il biglietto e sul costo di quest’ultimo.

“Molte attività vendono i propri biglietti direttamente, mentre altre si servono di rivenditori”, spiega Graff. “Purtroppo, gli annunci di alcuni rivenditori non sono abbastanza trasparenti sui costi e sulle commissioni, così come sulla relazione che intercorre tra loro e chi organizza l’evento. La mancanza di trasparenza può ridurre la fiducia nella vendita di biglietti online e rende più difficile per le attività legittime raggiungere gli utenti interessati”.

Per questa ragione, Google ha deciso che sulla piattaforma “gli standard diventeranno più stringenti e chiederemo a tutti i rivenditori di biglietti di essere certificati e di aumentare il loro livello di trasparenza in modo sostanziale. Questo permetterà agli utenti di avere informazioni più chiare su chi rivende il biglietto e sul costo di quest’ultimo”.

Per ottenere la certificazione di Google, i rivenditori di biglietti di eventi devono: non sottendere di essere il rivenditore principale; indicare chiaramente di essere operatori di un mercato secondario; indicare chiaramente che i prezzi potrebbero avere un prezzo superiore a quello nominale; fornire il prezzo totale e la suddivisione tra commissioni e tasse prima di richiedere gli estremi per il pagamento; indicare il valore nominale del biglietto venduto nella stessa valuta (questo sarà un requisito a partire da marzo 2018).

Questo aggiornamento, spiega la società, è il risultato di una ricerca interna e di indicazioni e suggerimenti raccolte tra utenti, inserzionisti, partner e associazioni di settore. Per permettere agli inserzionisti di prepararsi per tempo, abbiamo annunciato un cambiamento sulla nostra pagina delle norme di AdWords a novembre 2017.

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