Dagli annunci nei video al paywall sugli Instant Articles: gli sviluppi del Facebook Journalism Project

Diverse le novità introdotte dal social network negli ultimi mesi. Annunciati diversi test riguardanti “articoli istantanei”, Ad Break nei video e branded content

di Caterina Varpi
20 luglio 2017
Facebook-Journalism-Project

Dopo aver annunciato diverse novità sugli Instant Articles, come l’introduzione del paywall (leggi l’articolo dedicato) e un nuovo tool per analizzare gli “articoli istantanei” (leggi l’articolo dedicato), prosegue l’impegno di Facebook verso gli editori. La società presenta, infatti, gli sviluppi riguardanti il Facebook Journalism Project, lanciato a gennaio.

Paywall e più annunci sugli Instant Articles

Tra le novità annunciate ci sono i miglioramenti riguardanti gli Instant Articles, introdotti partendo dai feedback raccolti grazie al confronto con gli editori. Tra questi, il Bottone Call to Action per portare registrazioni attraverso email e Like alle Pagine in ottica di incoraggiare la fedeltà del lettore, la sperimentazione di Prove Gratuite e l’installazione dell’app mobile.

“Grazie al bottone Call to Action su Instant Articles risulta che nell’ultimo anno sono avvenute più di 2 milioni di registrazioni tramite email, con un tasso di crescita di più di 25.000 al giorno tra tutti gli editori presenti su Instant Articles”, dichiarano Campbell Brown, Head of News Partnership e Fidji Simo, VP of Product, nel blogpost ufficiale.

Inoltre, sono state introdotte la capacità di supportare la pubblicazione simultanea su Google AMP e, presto, su Apple News attraverso l’SDK di Instant Articles (leggi l’articolo dedicato) oltre a migliori opportunità per monetizzare le inserzioni pubblicitarie grazie a maggiori flessibilità e densità. Sempre per quanto riguarda gli annunci, il social ha esteso a tutti i publisher la possibilità di testare le inserzioni all’interno della sezione degli articoli correlati negli Instant Articles.

Entro fine anno, inoltre, inizieranno i test per introdurre uno strumento per supportare gli abbonamenti all’interno degli articoli a caricamento veloce.

“Gli editori hanno potuto constatare il valore e l’impatto di questo lavoro e di conseguenza stanno incrementando l’adozione del prodotto. Instant Articles attualmente rende più di 1 milione di dollari al giorno agli editori via Facebook Audience Network e negli ultimi 6 mesi gli RPM (Rotational Product Manager Program) da Facebook Audience Network in Instant Articles sono aumentati di più del 50%. Siamo entusiasti di questo e continueremo a investire negli Instant Articles: più di 10.000 editori nel mondo utilizzano Instant Articles, con una crescita di oltre il 25% soltanto negli ultimi sei mesi. Più di un terzo di tutti i clic sugli articoli su Facebook avvengono sugli Instant Articles“, commentano le manager.

Nonostante questi numeri, gli Instant Articles hanno sollevato diverse perplessità da parte degli editori, tanto che alcune testate hanno abbandonato il progetto. In particolare i publisher non hanno ritenuto sufficienti le entrate economiche. E’ dalle richieste degli editori in tal senso che sono state introdotte molte delle novità descritte.

Gli annunci nei video

Tutti gli editori abilitati ora possono guadagnare attraverso i video pubblicitari in-stream all’interno dei propri siti web e sulle proprie app tramite Audience Network.

Inoltre, sono partiti diversi test. Negli Stati Uniti, sono stati provati gli Ad Break nei video on-demand su Facebook, test poi allargato a nove paesi nella prima metà dell’anno. Il test sarà poi allargato ad altri partner. Inoltre, con partner ed encoder terzi, è iniziato il test degli Ad Break nei livestream attraverso le API Live.

Il Branded Content

Tre gli aggiornamenti sui branded content. E’ stata consentita la condivisione di contenuti sponsorizzati su più Pagine Facebook, è stata semplificata la policy e le direttive di applicazione e aggiornato il tag dei branded content con l’aggiunta del termine ‘Paid’ nel post.

“In risposta ai feedback dei partner, stiamo anche svolgendo dei test con un piccolo gruppo di editori focalizzandoci su contenuti sponsorizzati che non siano editorialmente influenzati dagli sponsor. Come parte di questo test, stiamo valutando alternative all’attuale tag ‘with’ (con) e all’etichetta ‘Paid’ (pagato)” spiegano Brown e Simo.

Strumenti e formazione per i giornalisti

Sono numerose le iniziative dedicate alla formazione e al giornalismo pianificate da Facebook.

Alcune riguardano CrowdTangle. Dopo aver acquisito la piattaforma e averne aumentato l’adozione nell’industria dell’informazione e dell’editoria, lo strumento è stato aggiornato sotto diversi aspetti. CrowdTangle Intelligence è concepita per dare modo agli editori di avere in modo veloce una visione delle tendenze a lungo termine su Facebook, Instagram, Twitter e Reddit. Una partnership con Reddit dà modo agli editori di monitorare facilmente le storie importanti uscite su Reddit e al tempo stesso di seguire community e discussioni importanti per il loro lavoro.

“Infine, ci siamo resi conto che gli editori volevano maggiori informazioni sull’andamento dei loro video, specialmente in relazione a quelli della concorrenza, così CrowdTangle ha aggiunto le misurazioni delle visualizzazioni dei video su Facebook e Instagram“, raccontano le manager.

Infine, CrowdTangle si è associato anche con CrossCheck per aiutare a sostenere la lotta contro le fake news in occasione delle elezioni in Francia e Regno Unito, ha organizzato corsi di formazione e seminari durante eventi del settore, ha ampliato la partnership con Chartbeat e partecipato alle Facebook hackathons in tutto il mondo.

Inoltre, “Stiamo formulando e testando nuove idee che consentano agli editori di vedere in modo trasversale l’andamento della fruizione del pubblico su Facebook e sui propri siti gestiti autonomamente“.

La lotta di Facebook alle fake news

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati gli sforzi del social network per contrastare le fake news grazie all’interruzione degli incentivi economici dato che la maggior parte delle notizie false ha una motivazione finanziaria, alla riduzione di post e inserzioni nel News Feed che abbiano un link verso pagine web di bassa qualità, l’introduzione di aggiornamenti di ranking per identificare e ridurre la diffusione di false news, clickbait e sensazionalismo, e aiutare a ridurre link di cattiva qualità nel News Feed così che le persone vedano storie più informative. Inoltre, è stato effettuato un test di un nuovo posizionamento degli Articoli Correlati prima di leggere una storia sul News Feed, per dare maggiore scelta alle persone e avere un quadro più completo di una storia o di un argomento.

“Stiamo testando vari modi per rendere più facile alle persone segnalare una storia falsa su Facebook per aiutare ad affrontare globalmente il problema delle false news. Valutazione di un miglior posizionamento del marchio editoriale su News Feed come in primo piano nei mesi a venire”, spiegano le manager.

“Vogliamo che le persone abbiamo gli strumenti per individuare le informazioni ingannevoli quando se le trovano davanti – su qualunque piattaforma”. Sono stati così organizzati gruppi di lavoro a questo scopo. “Occorrerà uno sforzo concertato tra tutte le parti per aiutare a costruire un futuro dove il giornalismo di qualità possa prosperare”, concludono Brown e Simo.

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