Quando il digitale fa inchiesta: Fanpage.it sotto i riflettori per Bloody Money

La video indagine su corruzione e smaltimento di rifiuti in Campania è al centro del dibattito politico e mediatico, evidenziando anche il ruolo delle testate online nello scenario dell’informazione di qualità

di Lorenzo Mosciatti
19 febbraio 2018
Bloody-money

Il Corriere della Sera, La Repubblica, il Fatto Quotidiano? No, questa volta a realizzare un’inchiesta giornalistica sul malaffare che imperversa nel nostro Paese è stata Fanpage.it, la testata nativa digitale lanciata nel 2010 dal gruppo editoriale Ciaopeople. Stiamo parlando ovviamente di Bloody Money, la complessa video indagine su corruzione e smaltimento di rifiuti in Campania, in questi giorni al centro del dibattito politico e mediatico.

E in fondo, al di là del clamore che il servizio ha provocato, spingendo Roberto De Luca, l’assessore del comune di Salerno nonché secondogenito del presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, a dimettersi, uno degli aspetti interessanti di questa vicenda è proprio il fatto che a fare informazione “scomoda” questa volta non sia uno dei più blasonati quotidiani cartacei del paese, ma una testata nata sul web e divenuta famosa anche per la sua capacità di diventare la più letta sul social network per eccellenza, Facebook.

L’inchiesta sul traffico dei rifiuti in Campania non è tra l’altro che l’ultima di una serie che Fanpage.it ha realizzato nel corso degli anni. Si ricordano, solo per citarne alcuni, i servizi Cella Zero, sul sistema di violenze all’interno del carcere napoletano di Poggioreale, e Brescia, la provincia radioattiva, sui rifiuti nucleari trovati in quattro depositi della zona.

Un altro merito da attribuire alla redazione di Fanpage.it è di aver riaperto il dibattito se sia lecito o meno ricorrere a una persona che agisce sotto copertura “spingendo” altre persone a commettere atti illegali. In questo caso la testata si è avvalsa della collaborazione di Nunzio Perrella, un ex boss ed ex pentito della camorra che avvicina funzionari e politici, tra cui appunto Roberto De Luca, e li mette alla prova sulla corruzione. Ma lo stesso ruolo è stato ricoperto anche da Francesco Piccinini, direttore di Fanpage.it, e dal reporter Sacha Biazzo, per questo indagati dalla Procura di Napoli per induzione alla corruzione.

In ogni caso si tratta di un salto di qualità per la testata di Ciaopeople, che in otto anni di vita ha già saputo guadagnarsi una posizione di leadership nel campo dell’informazione online, ponendosi come una delle piattaforme più innovative, capace di fidelizzare un target di utenti molto variegato in grado di apprezzare la qualità dei contenuti e le strategie di web marketing che caratterizzano il progetto editoriale.

Nata come start up basata su un’informazione libera ed alternativa oggi Fanpage.it, pur restando fedele ai valori che hanno ispirato il suo fondatore, Gianluca Cozzolino, conta ben 4 sedi (Milano, Roma, Napoli) e si avvale del contributo di firme illustri come Giulio Cavalli, Saverio Tommasi e Pablo Trincia. E se da una parte la testata continua a macinare numeri record grazie anche un business model capace di distribuire le news in maniera capillare e, nello stesso tempo, di produrre rapidità e semplicità di accesso, dall’altro con servizi come Bloody Money conferma di volersi impegnare anche nel campo del giornalismo impegnato e d’inchiesta.

Insomma, chi associa l’informazione digitale solo a clickbaiting e alle fake news ha certamente materiale su cui riflettere: la questione è infatti ben più complessa.

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