Ecco perché Amazon sarà presto il terzo “big” della pubblicità digitale

Alcune delle principali holding media sono pronte ad aumentare considerevolmente i propri investimenti pubblicitari sulla piattaforma nel 2018. Ma cosa c’è dietro il successo della società di Seattle?

di Alessandra La Rosa
07 dicembre 2017
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Amazon è già il terzo “big” putativo della pubblicità digitale, dopo Google e Facebook. Ma potrebbe presto diventarlo anche in termini concreti.

Secondo quanto riporta il Wall Street Journal, alcune delle principali holding media, Publicis Groupe, Wpp e Omnicom, avrebbero in piano di aumentare considerevolmente i loro investimenti pubblicitari sul colosso dell’ecommerce l’anno prossimo. Collettivamente, si starebbe parlando di una cifra vicina agli 800 milioni di dollari che andrebbero a finire nelle casse di Amazon in cambio di pubblicità.

Quest’anno Wpp ha speso su Amazon circa 200 milioni di dollari, stando a quanto ha dichiarato il CEO Martin Sorrell, ma l’investimento nel 2018 potrebbe crescere del 40% o 50% secondo fonti della testata americana, tra soluzioni e piattaforme pubblicitarie. Lo stesso CEO di GroupM Kelly Clark, avrebbe confermato l’importanza che l’azienda di ecommerce riveste per la holding a livello adv: «Facciamo certamente affidamento su Amazon con partner pubblicitario, e pensiamo possa offrire grandi vantaggi ai nostri clienti», ha dichiarato il manager. E sempre GroupM, nei suoi forecast di qualche giorno fa, ha messo Amazon sullo stesso piano di Google e Facebook, dichiarando che la società di Seattle “si trova già su una corsia preferenziale per aggiungersi a un contesto in cui pochi player hanno il controllo del mercato dell’arvertising digitale”.

Dal canto suo, Publicis Groupe investe al momento 200 milioni di dollari su Amazon, cifra che potrebbe aumentare del 50% e raggiungere i 300 milioni di dollari l’anno prossimo. Omnicom spende la metà, 100 milioni, ma anche questo numero potrebbe aumentare di molto, addirittura raddoppiare, nel 2018.

Secondo il WSJ, l’intenzione delle tre holding di aumentare la loro spesa adv sull’azienda di ecommerce sarebbe dovuta soprattutto alla volontà di cercare un’alternativa al duopolio Google-Facebook. E in effetti Amazon ha dalla sua un’ampia reach, un’offerta pubblicitaria interessante e scalabile e, non da ultimo, un bacino di dati che ha ben poco da invidiare a quello delle due big e che, soprattutto, è fatto di informazioni di acquisto. Non per nulla, Amazon sta già registrando importanti crescite del business pubblicitario: nel terzo trimestre di quest’anno la società ha visto un incremento dei ricavi adv del 58%.

E l’offerta della piattaforma è in continua evoluzione. Oltre a prodotti come Sponsored Products Ads (che attualmente assorbono la maggior parte degli investimenti adv) Headline Search Ads e Product Display Ads (quelli che crescono più rapidamente), e a un network di property esterne (simile all’Audience Network di Facebook) su cui è possibile pianificare adv sfruttando i suoi dati e la sua tecnologia, Amazon ultimamente ha messo a punto anche una serie di soluzioni per il Programmatic (ad esempio con un’ampliamento delle soluzioni di header bidding) e ha aumentato la propria offerta self-service con una nuova API, alla ricerca di ulteriori inserzionisti.

Certo, i suoi ricavi pubblicitari sono ancora ben lontani da quelli di Google e Facebook, ma di questo passo c’è da aspettarsi che Amazon recupererà in fretta un po’ di terreno.

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