Dati personali, entro gennaio 2016 Google si adeguerà alle regole imposte dal Garante

L’Autorità verificherà l’attuazione delle modifiche che Google deve apportare ai trattamenti dei dati personali degli utenti che usufruiscono dei suoi servizi, anche in materia di cookie e altri identificativi come il fingerprinting

di Lorenzo Mosciatti
23 febbraio 2015
google

Per la prima volta in Europa, Google si assoggetterà a una serie di verifiche periodiche che monitorino l’avanzamento dei lavori di adeguamento della propria piattaforma ad una normativa nazionale in materia di privacy: quella italiana.

Mountain View, infatti, ha acconsentito di adottare tutte le misure a tutela della privacy degli utenti italiani prescritte a Google dal Garante per la protezione dei dati. Si passa quindi alla loro realizzazione pratica, che dovrà essere ultimata entro il 15 gennaio 2016. “Come abbiamo detto a luglio dello scorso anno, abbiamo collaborato costantemente con il Garante nel corso di questa vicenda e continueremo a collaborare”, ha commentato un portavoce di Big G.

La road map prevede aggiornamenti trimestrali sullo stato di avanzamento dei lavori: l’Autorità potrà verificare, anche presso la sede americana, le modifiche che Google deve apportare ai trattamenti dei dati personali degli utenti che usufruiscono dei suoi servizi, tra cui il motore di ricerca, la posta elettronica, la diffusione di filmati (tramite YouTube) e il proprio social network G+.

In sintesi, queste le più importanti misure che Google dovrà implementare nel corso nel 2015.

  • Informativa Privacy La società dovrà migliorare la privacy policy, rendendola chiara, accessibile e differenziandola in base ai servizi offerti (ad esempio Gmail, Google Wallet, Chrome etc.). L’informativa dovrà includere, tra l’altro, dettagli sulle finalità e modalità del trattamento dei dati degli utenti, inclusa la profilazione effettuata mediante l’incrocio dei dati tra diversi servizi, l’utilizzo dei cookie e di altri identificativi come il fingerprinting (un sistema che raccoglie informazioni sulle modalità di utilizzo del terminale da parte dell’utente e le archivia direttamente presso i server della società). Dovrà inoltre predisporre un archivio con le precedenti versioni del testo dell’informativa, così da consentire agli utenti di verificare le modifiche via via apportate.
  • Consenso dell’Utente Se vorrà profilare chi utilizza i suoi servizi, Google dovrà prima ottenerne il consenso informato. Tale meccanismo dovrà essere implementato, anche se con differenti modalità, sia per i nuovi account, sia per quelli già esistenti. Dovrà essere data piena attuazione anche al provvedimento generale adottato dal Garante nel maggio scorso sull’uso dei cookie e su altre modalità di tracciamento degli utenti, inclusi quelli che non si sono registrati presso i servizi della società. A tutti gli interessati dovrà comunque essere garantito il diritto di opporsi al trattamento dei propri dati per finalità di profilazione.
  • Conservazione e cancellazione dei dati La multinazionale statunitense dovrà ulteriormente migliorare le modalità di conservazione e di cancellazione dei dati personali degli utenti. In particolare, dovranno essere garantite tempistiche precise per la cancellazione dei dati, sia di quelli online sia di quelli archiviati su sistemi di back-up. Dovranno essere revisionate le regole interne relative all’anonimizzazione, affinché la procedura adottata sia realmente efficace e conforme alle indicazioni già fornite dai Garanti europei.
  • Richieste di rimozione delle informazioni dai risultati di ricerca Continuerà lo scambio di informazioni in merito alle richieste di rimozione che Google ha ricevuto da parte degli utenti italiani, così da poter monitorare le modalità di applicazione del cosiddetto diritto all’oblio.

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