Citynews archivia il 2016 a 6,7 milioni di euro di fatturato

Il D.g. Walter Bonanno e i Ceo Luca Lani e Fernando Diana hanno illustrato a Napoli le nuove strategie del gruppo editoriale. Dal programmatic il 12% del fatturato pubblicitario nazionale

di Teresa Nappi
21 febbraio 2017
Lani-Bonanno-Diana-Citynews
Luca Lani, Walter Bonanno e Fernando Diana

Citynews punta in alto e a circa un anno dall’arrivo di Walter Bonanno, entrato nel gruppo come Direttore Generale, si avvia a intraprendere un nuovo corso fatto di nuovi lanci e di un’identità sempre più capillare e forte.

«È stato un anno intenso – dichiara il manager a Engage –. Stiamo lavorando per una ridefinizione dei nostri flussi di lavoro e su un’impostazione che sfrutti al meglio la forza del gruppo sul territorio».

Il gruppo editoriale ha chiuso il 2016 con un fatturato, che sostanzialmente coincide con la raccolta adv, di 6,7 milioni di euro, in crescita del 19% sul 2015, «ma la vera sfida parte ora», spiega ancora Bonanno. «Per noi il 2017 è l’anno zero, l’anno in cui lanceremo non poche novità. E dal 2018 contiamo di cominciare a registrare numeri molto più interessanti».

Sul fronte pubblicitario, il gruppo editoriale offre spazi premium. Il mobile in particolare è il canale maggiormente utilizzato: «I nostri formati mobile funzionano e la nostra impostazione votata alla geolocalizzazione aiuta e trova risposta positiva tra gli utenti che cercano soluzioni che li accompagnino nell’acquisto, generalmente concluso in-store», aggiunge il manager.

E a dimostrarlo ci sono i dati di una ricerca condotta da Nielsen e presentata a Napoli in occasione di un appuntamento organizzato dall’editore con i team delle varie testate del gruppo e la stampa.

Secondo la ricerca, i siti di news sono tradizionalmente un luogo ad alta densità di traffico e, secondo i dati Audiweb, nel corso degli ultimi anni le persone che hanno effettuato l’accesso ad almeno una testata giornalistica sono poco meno di 20 milioni nel mese di dicembre.

Di questi – in base a un’indagine realizzata da Nielsen su 1.500 individui rappresentativi dei lettori di news online – l’86% dichiara di aver letto almeno una notizia relativa al territorio in cui vive e circa i ¾ del campione fruisce di un mix di news locali e nazionali.

Per il fatto di raccontare il territorio vivendolo (le redazioni si trovano fisicamente nelle città), le notizie riportate dai siti di informazione locale sono percepite come utili alla vita di tutti i giorni, attendibili e più precise (anche perché molte volte i fatti o sono vissuti sulla propria pelle o sono verificabili).

L’attenzione e la credibilità accordata alle notizie locali fa sì che i siti di informazione locale si caratterizzano come un contesto «premium» all’interno del quale collocare l’advertising.

Non è un caso che il 61% del campione analizzato presta maggiore attenzione agli annunci pubblicitari sui siti di informazione locale rispetto a quelli di news nazionali.

Ecco perché i siti di informazione locale si caratterizzano per essere uno strumento efficace di drive to store e passaparola (rispetto ai siti di news nazionali). Il drive to store è supportato dal fatto che gli annunci proposti sono percepiti come quelli che rispondono in maniera maggiore agli interessi dei lettori.

Il focus sui lettori di Citynews

La ricerca di Nielsen si è poi dedicata all’analisi dell’audience dei siti del gruppo editoriale Citynews, fatto di 42 testate che coprono altrettante province italiane.

Secondo dati Audiweb, tra i lettori di Citynews vi sono elevate concentrazioni di 25-34enni (la fasce più matura dei Millennials) e di persone comprese tra i 35 e i 54 anni (fasce che hanno già raggiunto una certa stabilità economica). Si concentrano inoltre maggiormente nel Nord Est e nel Centro e nei centri abitati con altre 100.000 abitanti.

Se prendiamo in considerazione alcuni specifici settori, emerge in maniera chiara come la peculiarità dei lettori dell’editore non si ferma al profilo demografico. Prendiamo il largo consumo, per esempio. A parità di spesa media settimanale (circa 100 euro), la quota di lettori dei siti di Citynews (81%) che si reca a fare la spesa almeno 2/3 volte la settimana è più elevata rispetto alla media (75%). I punti vendita preferiti da questi lettori sono i supermercati (82% vs. 80%) e gli ipermercati (60% vs. 57%).

Il commercio al dettaglio risulta egualmente rappresentato nei due cluster (34%). Risultano, invece, sotto rappresentati i negozi specializzati e l’e-commerce.

Per i lettori di Citynews, poi, il mobile è un «compagno» di shopping. Viene, infatti, utilizzato più della media dei lettori di news online per consultare recensioni e commenti su prodotti e servizi e per pagare direttamente i prodotti sul punto vendita.

La pratica del confrontare prezzi sul punto vendita è altrettanto diffusa.

La maggiore copertura territoriale delle redazioni, permette a Citynews di incidere in maniera più ampia sul territorio. L’11,5% degli intervistati cita le testate del gruppo tra quelle lette per informarsi sui fatti del territorio in cui vive. La forza del brand (valutata attraverso il ricordo) è quindi, in termini di dimensioni, pari a quello delle principali testate con vocazione nazionale che offrono sezioni locali.

I prossimi obiettivi di Citynews

«Da qui a due/sei mesi saranno molte le novità che lanceremo, legate sia al gruppo sia alle soluzioni offerte agli advertiser», dichiara Bonanno.

E tra queste ultime il manager svela che il gruppo editoriale è a lavoro su un progetto in ambito video, maggiormente legato alla dimensione locale di Citynews. «Il lancio è previsto nei prossimi mesi e siamo fiduciosi che possa essere un’altra importante leva per la nostra crescita. In un mercato non proprio florido, crediamo nelle grandi potenzialità del nostro modello di business e nelle innovazioni che ci apprestiamo a lanciare».

Ma non c’è solo questo nei progetti di Citynews, come spiegano anche i Ceo Luca Lani e Fernando Diana: «Vogliamo trovare il modo di valorizzare i nostri dati e di incrementare i rapporti con gli altri media come radio e tv locali, oltre a espandere il nostro network con l’acquisizione di nuove testate».

Il Programmatic secondo Citynews

Infine, i manager dichiarano apertura sul programmatic, «ma con le dovute accortezze. Il programmatic deve essere un beneficio non un modo per svalutare la propria inventory. Agiamo principalmente sui private marketplace, ma in generale il nostro obiettivo resta preservare il pricing», precisa Bonanno a cui fanno eco Lani e Diana.

La percentuale della raccolta nazionale di Citynews derivante dalla vendita di spazi in programmatic è pari al 12% e le SSP su cui sono disponibili gli spazi dei siti del gruppo editoriale sono Rubicon Project e Pubmatic.

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