Bonus pubblicità, il digitale verso l’esclusione definitiva dalla misura?

Atteso a breve il decreto del presidente del Consiglio dei ministri con cui sarà data piena attuazione all’avvio del credito d’imposta al 75% per quelle aziende che investono in campagne pubblicitarie sulla stampa e sull’emittenza radio-televisiva locale. Ma non su internet

di Andrea Salvadori
22 settembre 2017
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Potrebbe essere pubblicato nelle prossime ore il decreto del presidente del Consiglio dei ministri con cui sarà data piena attuazione all’avvio del credito d’imposta al 75% per quelle aziende che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani, periodici, sulle emittenti televisive e radio locali. La norma riguarda anche i lavoratori autonomi e prevede inoltre una percentuale più alta, il 90%, se a investire sono le piccole e medie imprese, le microimprese o le startup innovative.

L’agevolazione, introdotta con la “Manovrina” dello scorso giugno (qui l’articolo dedicato), è prevista per quei soggetti i cui investimenti pubblicitari supereranno nel periodo interessato dell’1% il valore della spesa, di analoga natura, effettuati nell’anno precedente. Il testo approvato dal Parlamento prevede l’agevolazione solo per gli investimenti effettuati sulla stampa e sull’emittenza radio-televisiva locale. Ma non per quelli riservati agli editori digitali. Una scelta che aveva messo in allarme il mondo dei publisher online, così come tutti gli operatori della filiera della pubblicità digitale.

Ebbene, secondo fonti interpellate da Il Sole 24 Ore, l’esclusione degli investimenti sul web sarà definitivamente confermata dal testo del DPCM. Una scelta poco comprensibile considerando che il provvedimento è stato chiaramente varato con l’obiettivo dare una scossa a quei segmenti del settore editoriale, come la stampa e l’emittenza locale, che stanno attraversando una lunga e profonda crisi, legata in primo luogo al crollo degli investimenti pubblicitari.

Anche il digitale però viaggia a due velocità. Se Google e Facebook aumentano di anno in anno la loro quota della pubblicità digitale, giunta ormai ai tre quarti del totale, gli editori online, per molti dei quali oltretutto l’advertising rappresenta l’unica fonte di ricavi, continuano a registrare andamenti altalenanti: nella prima parte dell’anno, ad esempio, secondo l’Osservatorio FCP-AssoInternet, i ricavi pubblicitari delle concessionarie italiane sono diminuiti dell’1,7%. Un intervento di sostegno sarebbe stato dunque più che opportuno.

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