BE-Wizard!: ecco gli ospiti internazionali

Oltre 50 gli esperti che parteciperanno alla due giorni dedicata al digital, tra cui, Peter Fisk, Gary Angel, Mathew Sweezey e Chris Anderson che parlerà di revenue management per il settore travel

di Caterina Varpi
15 marzo 2016
Be-wizard

Si avvicina l’appuntamento con l’ottava edizione di BE-Wizard!, in programma al Palacongressi di Rimini il 15 e 16 aprile, l’evento formativo di respiro internazionale per discutere delle tematiche legate al digital (leggi l’articolo dedicato).

Dopo aver parlato del ruolo strategico dei canali social (2012), di web mobile e wereable (2013), di comunicazione online in real time (2014) e di web marketing human to human (2015), il tema su cui interverranno gli oltre 50 speaker attesi quest’anno è sulla digital automation.

Letteralmente esploso negli Usa già nel 2015, con il 2016 l’utilizzo di software per l’automation marketing è già strategico per le principali multinazionali e la ragione è semplice, il ROI (Return on Investiment). I software di marketing automation consentono infatti di tracciare ritratti digitali di ogni singolo utente, incluse preferenze e abitudini, ed offrono tecniche di segmentazione che rendono individuale ogni esperienza on line. Affidandosi a software di marketing automation e monitorando le interazioni è possibile insomma offrire contenuti iper-personalizzati all’utente finale.

“La nuova generazione di brand pensa già in maniera diversa e la sfida è creare una vera e propria rivoluzione di marketing in grado di combinare in un mondo digitale il potere della tecnologia con il potenziale, di gran lunga più forte, dato dalle persone” rivela Peter Fisk, autore del recente volume “Gamechangers”, ceo di GeniusWorks e docente alla IE Business School. Di come integrare marketing automation e digital marketing ne parlerà Gary Angel, tra gli addetti ai lavori considerato uno dei maggiori esperti di digital measurement al mondo. Best practice al centro anche del contributo di Mathew Sweezey (salesforce.com) che illustrerà come usare le automazioni per creare esperienze autentiche in grado di distinguersi nell’era dell’automazione. Nell’abito delle sessioni specialistiche per il comparto travel sarà al centro del contributo di Chris Anderson (Cornell University) la revenue management.

Rm per il comparto travel

Chris Anderson, professore presso la Cornell School di Hotel Administration, interverrà sul tema della revenue management per il settore viaggi. Come spiega Anderson: «La gestione dei ricavi, conosciuta anche come Revenue management (RM), viene applicata con successo da decenni. Questa tecnica venne originariamente definita dalla American Airlines nella sua Relazione Annuale del 1987: l’obiettivo del Revenue Management è di ottimizzare i ricavi vendendo il posto a sedere (la camera) al cliente giusto al momento giusto. Nella sua forma più semplice, il RM consiste nella capacità di un’azienda di suddividere in segmenti i propri clienti e quindi di stabilire i prezzi e controllare l’inventario a seconda di questi segmenti. In altre parole si stratta di stabilire dei prezzi diversi».

Per vendere la camera giusta ai clienti giusti al momento giusto nel RM «bisogna essere in grado – continua Anderson – di prevedere la domanda per ogni segmento di mercato, capire la sensibilità al prezzo per questi segmenti e di conseguenza cambiare i prezzi e controllare l’accesso alle camere in funzione della richiesta stimata e della sensibilità al prezzo».
Uno strumento che è da sempre in evoluzione: «Forse il cambiamento più grande nel RM che si è registrato negli ultimi 10-15 anni è stato il crescente impatto delle vendite online rispetto all’industria tradizionale. Infine, come molte altre industrie, il RM e il RM del settore alberghiero in modo particolare sono stati fortemente colpiti dalla proliferazione dei social media. Siti di
recensioni come TripAdvisor.com rappresentano una grande risorsa per i clienti che cercano di valutare la qualità e il servizio offerto da potenziali alberghi presi in considerazione. Uno studio recente ha dimostrato quale sia l’impatto finanziario della reputazione online rispetto ai risultati dell’albergo illustrando il potere in materia di prezzi detenuto dagli alberghi aventi una migliore reputazione online. Tuttavia mentre siti come TripAdvisor hanno un’importanza crescente agli occhi dei clienti, per gli alberghi diventa sempre più importante (e costoso) partecipare a programmi di marketing su questi siti nel tentativo di attirare più clienti presso le proprie strutture durante la fase critica della ricerca dell’albergo. Oggigiorno probabilmente quest’ultimo punto è quello saliente nel settore del RM in quanto mentre il modo di indirizzarsi ai clienti è sempre più diversificato per gli albergatori avere la visibilità necessaria diventa sempre più oneroso attraverso tutte le diverse forme esistenti di marketing, transazioni e social media».

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