Nielsen: la spesa pubblicitaria a +1,1% nei primi 5 mesi del 2015, con search e social

Senza la stima della parte web non monitorata dall’istituto, il dato progressivo si attesta su un -1,3%. Buono comunque il dato relativo a maggio: +2,6%. Sassoli de Bianchi (UPA): «Con questi dati, confermiamo la previsione di chiusura dell’anno vicina al +2%»

di Teresa Nappi
09 luglio 2015
Advertising

La pubblicità rialza la testa a maggio, portando il dato progressivo sui 5 mesi del 2015 a registrare un miglioramento.

Secondo il quadro restituito da Nielsen, il mercato degli investimenti pubblicitari segna una crescita del 2,6% per il singolo mese di maggio, facendo registrare per i primi cinque mesi dell’anno un calo dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2014, con un saldo negativo di circa 35,5 milioni.

Quadro diverso si palesa se invece viene inclusa anche la stima della raccolta sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social): in questo caso il mercato chiuderebbe i primi cinque mesi dell’anno a +1,1%.

Alberto Dal Sasso

«Continuano gli alti e bassi di questa prima parte dell’anno», spiega Alberto Dal Sasso, Advertising Information Service Business Director di Nielsen. «La situazione greca di certo non aiuta a far crescere ottimismo tra gli investitori sulla fine della crisi e a consolidare le prospettive di crescita. Siamo comunque di fronte a un dato di mercato che ad oggi rappresenta la crescita tendenziale maggiore da inizio anno, che, però, difficilmente troverà conferma il mese prossimo quando il confronto generale si farà con i Mondiali di Calcio del 2014».

Relativamente ai singoli mezzi, la tv registra un incremento del 4,5% per il singolo mese, con i tipici andamenti differenti al suo interno, chiudendo il periodo cumulato gennaio – maggio a -0,7%.

Migliora l’andamento del mezzo stampa, in particolare dei periodici: a maggio si registra un calo del 2% per i quotidiani e una crescita del 2,2% per i magazine. Ne beneficia il trend del periodo cumulato sui primi cinque mesi dell’anno, che chiude rispettivamente a -5,9% e -3,6%.

Resta in terreno positivo la radio nel singolo mese (+1,1%) e nel periodo gennaio – maggio (+5,5%), continuando a mostrare segnali molto confortanti se si considera l’andamento generale del mercato e il peso rilevante del mese di maggio sul resto dell’anno.

Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, resta leggermente negativo a maggio (-0,6%), con un decremento di 2,2% sui primi cinque mesi. Sulla base delle stime di Nielsen sul totale del web advertising, aggiungendo dunque la porzione di mercato non monitorata, il digitale crescerebbe dell’8,8% per il periodo gennaio – maggio 2015.

Continuano a perdere il cinema (-2,8%) e il direct mail (-3,1%). Buoni segnali anche dal mondo dell’out of home, trainato da Expo. Nel dettaglio: outdoor a +3,2%, transit a +9,4% e out of home tv in recupero (-10,1%).

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 10 in crescita o intorno alla parità, con un apporto di circa 55 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nei cinque mesi: alla crescita di finanza / assicurazioni (+3,9%, circa 5,3 milioni) e dei farmaceutici (+8%, circa 11,4 milioni), si contrappongono il calo dell’automotive (-2,2%, circa 6,3 milioni) e delle telecomunicazioni (-14,1%, circa 23 milioni). I maggiori apporti alla crescita arrivano dai servizi professionali (+17,8%), gestione casa (+7,3%), oggetti personali (+7,6%) ed enti / istituzioni (+4,8%).

«I segnali positivi ci sono e arrivano da più parti – conclude Dal Sasso – soprattutto dalle parole degli investitori: le recenti dichiarazioni di UPA nella assemblea annuale ne sono la significativa  testimonianza».

Pubblicità: il commento di Lorenzo Sassoli de Bianchi

Lorenzo Sassoli De Bianchi

E proprio da UPA, arriva ipso facto il commento del Presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi ai dati Nielsen relativi a maggio 2015: «La pubblicazione dei dati di maggio conferma i segnali di ripresa. Registriamo il +2,6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente; e un picco record per la televisione del +4,5%. Questi dati ci spingono a confermare la nostra previsione di chiusura dell’anno vicina al +2%».

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