Assointernet, partenza fiacca a gennaio: i ricavi pubblicitari sono in calo del 3,2%

L’associazione delle concessionarie, presieduta da Giorgio Galantis, annuncia intanto di aver rinnovato il proprio report mensile proponendo nuovi dati e una segmentazione dei formati adv monitorati

di Andrea Salvadori
08 marzo 2018
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Dopo aver chiuso il 2017 in aumento dell’1,7% sul 2016, i ricavi pubblicitari degli editori italiani del digital calano a gennaio.

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Secondo quanto riporta l’Osservatorio FCP-Assointernet il fatturato advertising delle concessionarie nazionali sono calati del 3,2% rispetto al gennaio 2017, scendendo poco sopra i 26 milioni di euro.

Cala come sempre il web, con desktop e tablet, da questa rilevazione accorpati, che perdono l’8,6% ad oltre 20 milioni di euro. E sale, anche in questo caso confermando le tendenze degli ultimi tempi, il mobile, con investimenti pubblicitari a +21,9% e un giro d’affari di quasi 6 milioni di euro.

Da questa rilevazione, annuncia Giorgio Galantis, presidente di FCP-Assointernet, l’associazione ha deciso di rinnovare il proprio report mensile al fine di «renderlo maggiormente aderente alle esigenze delle concessionarie associate e del mercato in generale». La nuova classificazione è basata su un modello a quattro dimensioni: Device, Fruizione, Oggetto, Modalità di vendita.

L’Osservatorio comunicherà d’ora in poi al mercato i dati relativi a Device e Fruizione. La prima area contempla gli investimenti su desktop e tablet, che come scritto sopra sono stati accorpati, sugli smartphone e sulle smart tv/console. L’area Fruizione, una novità, vuole evidenziare con la voce Browsing la quantità di investimenti pubblicitari generati dalla fruizione di contenuti attraverso browser, e con App a tutte le risorse destinate alle App, ad eccezione dell’In-App Browsing.

Tutti gli altri dati rilevati resteranno invece riservati agli associati. In questo caso, l’associazione ha deciso di puntare ad «una più approfondita segmentazione dei formati pubblicitari monitorati», prosegue Giorgio Galantis. «Dopo l’avvio nel 2017 del monitoraggio degli investimenti sui formati native, sono stati introdotti da quest’anno la componente audio, ovvero i contenuti pubblicitari esclusivamente audio ed una maggiore segmentazione degli investimenti video, suddivisi tra Video Banner, Pre-Mid-Post Roll e Video Outstream».

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