La Web Tax dell’UE: prelievo del 3% sui ricavi adv e dati

Bruxelles prova a anticipare le misure nazionali con una norma per tassare i giganti del web e propone il nuovo concetto di “presenza digitale tassabile” come soluzione di lungo periodo

di Andrea Di Domenico
21 marzo 2018
web-tax-ue

Per anticipare le iniziative dei singoli stati sulla Web Tax la Commissione Ue propone una soluzione ‘temporanea’, applicabile da subito: una tassa del 3% sui ricavi da vendita di spazi pubblicitari, cessione di dati e attività di intermediazione tra utenti e business (come Uber).

La tassa sarebbe applicabile a società con un fatturato globale superiore a 750 milioni di euro ed uno europeo sopra i 50 milioni. Bruxelles stima introiti per almeno 5 miliardi all’anno.

La misura “assicura che le attività che oggi non vengono tassate comincino a generare introiti immediati per gli Stati membri”, spiega Bruxelles. E aiuta ad “evitare azioni unilaterali” (come quella dell’Italia) che creerebbero un “patchwork di risposte nazionali che danneggerebbe il nostro mercato unico”.

La tassa, riporta l’Ansa, è indiretta, si applica ad alcuni tipi di ricavi ed è una misura temporanea, cioè vale fino a che non ci sarà una riforma complessiva che risolva una volta per tutte il problema delle grandi aziende digitali che sfuggono al fisco.

Su questo fronte, la Commissione ha proposto una strada per una soluzione a lungo termine, che consente agli Stati membri “di tassare i profitti dove sono generati, anche se le aziende non hanno una presenza fisica nel loro territorio”.

L’idea poggia su una ridefinizione della “presenza fisica” sul territorio, finora alla base dell’imposizione fiscale nei singoli stati. Posto che la digital economy non prevede una presenza fisica per definizione, Bruxelles propone di superare l’impasse introducendo il concetto di “presenza digitale tassabile“. Una società che opera su web diventerebbe equiparabile a una qualunque altra azienda ‘old economy’ se supera i 7 milioni di euro di ricavi annuali in uno Stato membro, se ha più di 100.000 utenti registrati in uno Stato oppure se ha più di 3000 contratti per servizi digitali ad utenti business.

Questa soluzione, preferita dalla Commissione, potrà un giorno integrarsi alla proposta di creare una base imponibile consolidata comune (CCCTB), ferma da anni al Consiglio.

La tassa temporanea sarà “raccolta dagli Stati” e assicura che le start-up o le piccole aziende non vengano toccate.

Engage nella tua e-mail. Gratis, ogni giorno

Engage La Prima
La nostra newsletter quotidiana, contenente le 10 notizie più impattanti della giornata, per rimanere sempre aggiornato sui trend del mercato.

Engage Mag
Il nostro magazine periodico, con focus e speciali di approfondimento, distribuito anche in forma cartacea ai principali eventi di settore.

Partner Messages
Messaggi periodici dai nostri partner. Se acconsenti alla ricezione di queste email, aiuterai Engage a mantenere i suoi canali fruibili gratuitamente, e, oltretutto, potresti trovare inviti e informazioni utili alla tua azienda.