Bonus pubblicità, web incluso solo nel 2017? Noseda (IAB): «Norma ancora insufficiente»

Nell’ambito di un commento positivo dell’allargamento anche all’online del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari, il presidente di IAB Italia sottolinea un particolare nella formulazione della norma che rischia di limitarne l’efficacia nel 2018

di Simone Freddi
18 ottobre 2017
Carlo_Noseda_IAB
Carlo Noseda

Online sì, anzi no, anzi “nì”. Come vi abbiamo anticipato, lo scorso venerdì il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legge che inserisce le testate online a pieno titolo nel provvedimento a sostegno dell’editoria che riconosce un credito d’imposta al 75% per le imprese e i lavoratori autonomi che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici, emittenti tv e radio locali.

Il testo completo del decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, lascia però qualche perplessità: infatti, nell’attuale formulazione il credito di imposta riguarda il web solo per gli investimenti dal 24 giugno alla fine del 2017 (20 milioni la copertura prevista) e non per quelli relativi al 2018 (oltre 62 milioni). Per contro, nel secondo semestre di quest’anno non sono incluse le previste agevolazioni per gli investimenti pubblicitari sulla radio e televisione, che invece sono regolarmente incluse nel 2018.

Si tratta, con ogni probabilità, di un “errore” nella scrittura della norma che potrebbe essere sanato nel corso della prossima discussione parlamentare per la conversione in legge, tuttavia il fatto non è sfuggito agli osservatori attenti e viene anche notato da Carlo Noseda, presidente di IAB Italia, una tra le principali associazioni attive nella promozione delle comunicazione online e della cultura digitale, nel quadro di un commento comunque positivo sull’intervento.

“IAB Italia accoglie con favore l’allargamento anche all’online del credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari”, afferma Noseda in una nota. “E’ un segnale positivo per un comparto in crescita costante, che dimostra come l’attività portata avanti da IAB e da altre Associazioni del settore nei confronti delle Istituzioni sia stata efficace, a beneficio delle PMI”.

“E’ necessario, tuttavia, sottolineare che la norma, così come scritta oggi, è ancora insufficiente, in quanto prevede degli incentivi per la parte digitale solo relativamente alla prima applicazione, ovvero per l’anno 2017, non prevedendo alcuna estensione per il 2018“, sottolinea il presidente di IAB Italia, che quindi aggiunge: “Tale norma, se non venisse modificata durante l’esame parlamentare, non garantirebbe, dunque, agli investitori pubblicitari i necessari ritorni sugli investimenti e non darebbe la giusta e piena scelta al reale beneficiario della norma, ovvero le PMI».

“Per questo motivo – conclude Noseda – IAB Italia continuerà a chiedere con forza alle Istituzioni competenti l’ampliamento alle versioni digitali della stampa quotidiana, periodici, emittenti televisive e radiofoniche locali anche per l’anno 2018”.

«Siamo molto soddisfatti di questo risultato», commenta comunque Noseda. L’associazione promuove una logica di mercato digitale basata sulla fruizione gratuita di contenuti e servizi di qualità, consentita proprio dalla pubblicità. “Ci auspichiamo, però, che il governo italiano faccia un ulteriore passo avanti e metta a punto, nel prossimo futuro, un intervento a sostegno di tutte le aziende che operano nell’ambito del digitale, una delle principali leve per il rilancio economico del nostro Paese. Abbiamo avuto un ulteriore conferma di quanto questo settore sia cruciale per la nostra economia anche una della ricerca condotta da IAB ed EY, che mostra come ogni euro investito nella comunicazione digitale produca un indotto di 25 euro, creando contestualmente occupazione“.

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