What People Want

di C.Boldrini e M.Ilari

Un blog curato a quattro mani da Carlo Boldrini e Manuela Ilari, rispettivamente CEO e CCO della agenzia di comunicazione indipendente Pil associati. What people want: individuare le informazioni più rilevanti sulle tendenze attuali che plasmeranno il futuro.

Il ruolo della creatività nella sfida dell’AI

Nei prossimi anni lo shopping con la realtà aumentata, la navigazione sul Web senza uno schermo e l’interazione con applicazioni computer-based al posto degli umani diventeranno sempre più comuni, la tecnologia vocale è diventata pervasiva nelle nostre vite. Il futuro ci assicura tante innovazioni in termini di assistenti digitali e ricerca vocale, nel frattempo i chatbot sono destinati a crescere.

Una delle tante previsioni del 2018 che riguardano Intelligenza artificiale è l’ampio budget che verrà dedicato a questi progetti. A seguito dei numerosi successi ottenuti nel 2017, le aziende investiranno maggiormente in iniziative che coinvolgono l’AI.

Secondo una ricerca sull’uso di assistenti digitali abilitati alla voce e sui i vantaggi derivanti dalle app basate sull’AI, ai consumatori la cosa sembra non dispiacere.

La capacità dei robot di comprendere e identificare le emozioni e i comportamenti passa attraverso l’utilizzo di telecamere per identificare espressioni facciali, gesti e posture.

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L’empatia artificiale: le macchine riconoscono le emozioni umane

Non manca molto: l’era di Her, Blade Runner e Black Mirror si avvicina.
In questo scenario ipertecnologico ci si chiede che ruolo abbia la creatività. Essa rappresenta il fattore “di collegamento” empatico fondamentale per tradurre un argomento freddo e renderlo comprensibile al consumatore.

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A questo proposito all’interno del concetto ampio di AI, si sta affermando l’importanza per un sistema informatico di dialogare con l’interlocutore umano.
L’Empatia Artificiale (Artificial Empathy) permette alle macchine di riconoscere le emozioni generando una reazione adeguata con le persone: “Una volta sdoganata la comunicazione sincera ed empatica non passano inosservati i suoi effetti positivi” Reverse, Stefano Genovese, Pil associati, 2018.

Emozioni connesse per nuovi formati pubblicitari

L’elemento creativo – cervello e cuore in sintonia – proveniente dalle teste pensanti delle persone è il fulcro del successo di ogni comunicazione. Le emozioni sono il carburante che accende ogni tipo di relazione e l’empatia è il fattore fondamentale per consolidarle, mentre la tecnologia, per potersi adattare, deve possedere queste caratteristiche.

La creatività diventa quindi l’elemento che, attraverso la traduzione delle emozioni e del linguaggio empatico, riesce a connettere i bot all’essere umano. In contesto digital come quello attuale l’efficacia della pubblicità tradizionale è messa in discussione.

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L’empatia sta influenzando i comportamenti degli abitanti dei vari network digitali e la loro capacità di interagire con i contenuti.
Le aziende creative si stanno dando da fare con ads innovative che mixano contenuti print a quelli digitali. Si tratta di campagne che sovvertono le regole classiche, per restituire un’esperienza pubblicitaria inaspettata grazie al filtro creativo.

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I brand se vorranno raggiungere i propri obiettivi dovranno concentrare i loro sforzi per sviluppare quella capacità di comprendere modelli di relazione inediti emersi dalla rivoluzione digitale, in sostanza sviluppare empatia; dovranno, altresì, essere capaci di creare magnetismo e attrattività restando sempre in sintonia con il consumatore che, nel mondo iperconnesso, ha bisogno dei brand come bussole per orientare le proprie scelte.

Manuela Ilari