Socialtutto

di Maurizio Mazzanti

Maurizio Mazzanti, dal 2000 al 2017 è stato socio e direttore creativo di E3. Ha aperto un blog nel 2001 ma nessuno lo ha mai visto, sa dire PPM dal 1996 ed è sempre always on

Periscope, Meerkat, Qik e la vita in diretta

C’è un’app che permettere di creare live streaming tramite lo smartphone.

È facile da installare, ha la sua componente social che fa trovare immediatamente gli amici di Facebook che la utilizzano, salva i video su web e li rende così accessibili a tutti anche al termine dello streaming video.

Questa descrizione vi ricorda qualcosa? Sto parlando di Periscope o di Meerkat?
In realtà siamo nell’estate del 2008, l’app in questione si chiama Qik ed era troppo in anticipo sui tempi.

Il primo iPhone è nei negozi da solo un anno, Android nascerà pochi mesi dopo, l’iPad e la conseguente categoria dei tablet dovranno aspettare ancora un paio di anni, le connessioni veloci sono ancora poco veloci e soprattutto le offerte flat legate al traffico dati sono ancora una rarità. Per queste ragioni Qik non decollò e finì con l’essere acquistato e inglobato da Skype per rinascere come un’app che permette di scambiarsi videomessaggi di gruppo. Funzione per niente originale e già presente in altri sistemi di messaggistica privata come Whatsapp, questo per dire che anche questa seconda giovinezza di Qik non mi sembra destinata a conquistare il mondo!

Dal 2008 ad oggi l’evoluzione del mobile è stata iperbolica, lo smartphone è la seconda mano destra, sempre acceso e sempre con noi e un paio di app che svolgono le stesse funzioni di Qik sono diventate il buzz di questo inizio 2015. Sono Meerkat e Periscope e soprattutto questa seconda ha conquistato i titoli dei giornali e l’attenzione degli addetti ai lavori, grazie anche al fatto che è stata acquistata da Twitter lo scorso marzo.

È l’evoluzione delle webcam sparse per il mondo col vantaggio che chiunque in qualsiasi momento è in grado di far vedere agli altri quello che sta vedendo. Ovviamente anche le aziende hanno iniziato a usare lo strumento per diffondere contenuti esclusivi, nell’elenco degli sperimentatori troviamo early adopter e innovatori come Red Bull, Adidas, General Electric e altri.

Ma la vera evoluzione della “vita in diretta” avverrà quando i wearables saranno più diffusi, quando la miniaturizzazione degli oggetti permetterà GoPro ancora più piccole delle attuali e i Google Glass, o chi per loro, saranno oggetti di massa. In quel momento il live/life streaming, la vita in diretta sarà dominio di tutti quelli che lo vorranno e avremo centinaia di migliaia di telecamere sempre in movimento e pronte a condividere il “punto di vista” di ognuno.