DigitalChina

di Riccardo Porta

Con una sua identità in rete dal 1994, è Digital Marketing strategist per MyBank. Per anni nel consiglio di amministrazione di Netcomm se non lo trovi connesso starà facendo certamennte qualche sport estremo. Per noi parlerà di Cina e digitale

Mobile Payment in Cina: crescita del 200%

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La Cina è (anni) avanti sui pagamenti da mobile. Un abisso con l’Italia e un buon distacco da tutti gli altri.

Lo scorso anno i pagamenti via mobile in Cina sono stati quasi 50 volte superiori a quelli degli Stati Uniti e ne sta giovando tutto l’ecosistema, non solo l’e-commerce; i pagamenti via mobile si sono diffusi presso i rivenditori fisici, tra cui, ad esempio, i supermercati, i ristoranti, i negozi di alimentari, i taxi e i negozi di abbigliamento. Starbucks, per fare un esempio di un brand conosciuto, da gennaio 2016 accetta pagamenti via WeChat Pay – il servizio di pagamenti collegato all’app Tencent – nei suoi negozi della Cina e a febbraio di quest’anno gli utenti WeChat possono regalare (o meglio lasciare pagato, “sospeso”) un caffè per gli amici. Questi ricevono il dono sotto forma di un QR-code da presentare in una qualunque delle caffetterie Starbucks e godersi il caffè gratuitamente.

Il valore dei pagamenti mobili cinesi è raddoppiato, arrivando a Rmb38tn ($ 5.5tn) nel 2016 (fonte: iResearch); stiamo parlando di 25.71 miliardi di transazioni via mobile, una crescita dell’85.82%. WeChat Pay e Alipay, il servizio di pagamento gestito da Ant Financial, un affiliato di Alibaba Group, dominano il mercato. Negli Stati Uniti, nel 2016, i pagamenti mobili sono aumentati del 39% arrivando a 112 miliardi di dollari (fonte: Forrester Research), con il mercato frammentato tra gruppi rivali tra cui Apple, Google, Samsung e PayPal.

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Come mai i cinesi usano così tanto il cellulare per pagare? Come ha fatto il cellulare a imporsi così velocemente? Come mai la Cina ha saltato direttamente dai contanti ai pagamenti in mobilità?

Le ragioni sono da imputare essenzialmente a due fattori concomitanti : la crescita esplosiva degli acquisti online e la mancanza di altre opzioni valide per i pagamenti in contanti.

La penetrazione della carta di credito in Cina è infatti minore rispetto a quella dei mercati sviluppati, mentre i pagamenti online con carte di debito non trovano diffusione per il lungo processo sottostante (che è in realtà simile al nostro…) – di solito viene richiesta infatti l’autenticazione tramite una combinazione di messaggi SMS, chiavette USB crittografate e generatori di codice casuale.

Al contrario, i pagamenti con Alipay o WeChat sono molto più snelli e richiedono solo la scansione di un codice QR da un terminale di punto di servizio di un rivenditore o da uno smartphone.

Come puoi immaginare poi le revenue di WeChat e Tencent non derivano solo dalle commissioni sulle transazioni ma dal fatto che hanno accesso a migliaia di informazioni sulle abitudini d’acquisto dei propri clienti. Informazioni che valgono oro se rivendute a terzi per pubblicità mirate o per lo sviluppo di prodotti/servizi.

Il paese del dragone corre veloce su tutti i fronti; tante società di fintech ne stanno approfittando e non è un caso se in questo Paese le piattaforme di prestiti P2P sono letteralmente esplose e i servizi finanziari sono in continua evoluzione.

E da noi? Che cosa succederà?

Secondo i dati di Forrester, le aziende americane e europee preferiscono i pagamenti NFC che prevedono lo scorrimento di un telefono su un lettore di chip, rispetto al QR code e si stanno attrezzando in tal senso. La vera sfida è legata ovviamente alla modifica di comportamento del consumatore. In Cina è stato più facile, è avvenuto tutto così velocemente che nessuno ha dovuto «lottare» contro delle abitudini di acquisto radicate.

Le vecchie abitudini sono dure a morire e, in ogni caso, i consumatori preferiscono ancora le carte“, ha scritto Forrester in una sua relazione. Che sicuramente non aveva nel focus il nostro paese dove il «cash», il denaro contante, la fa ancora da padrone su tutto.