Paolo Pascolo è Ceo di Imille, un’agenzia di comunicazione indipendente fortemente orientata verso la nuove tecnologie e l’innovazione. Nel 2011 Imille ha realizzato il suo primo progetto con la realtà aumentata e nel 2014 è stata la prima agenzia in Italia a creare una case history con la realtà virtuale per Barilla.

Con Google Daydream vedremo le espressioni del viso anche con gli occhiali di realtà virtuale

La realtà virtuale ci obbliga ad indossare una maschera che ci isola dal mondo reale con il grande potere magico di trasferirci in un istante in altri mondi.

Per chi l’ha provata, è un’esperienza incredibile e totalizzante. Tuttavia indossare una maschera oggi crea un problema abbastanza importante: non possiamo vedere le espressioni del viso di chi si trova in un contesto virtuale.

Durante un’esperienza in VR gli occhi – che rappresentano la parte più espressiva del volto – sono infatti nel buio della maschera, probabilmente meravigliati dall’immersività del video 360 che stanno godendo.

Google Research e Daydream Lab hanno trovato il modo per superare questo problema annunciando oggi di aver studiato l’acquisizione di un modello dinamico del viso che potrà poi essere riprodotto e visualizzato su uno schermo oppure (immaginiamo) da un altro dispositivo VR.

Google_Daydream_VR

Questo annuncio, al quale dovranno succedere i fatti, rappresenta un passo importantissimo per il futuro della VR e della Mixed Reality.

Proprio Tim Cook ha dichiarato recentemente che Apple è interessata e sta lavorando già da tempo sulla VR, ma l’unico dubbio è sul fatto che i dispositivi isolano troppo le persone. Questo progetto di Google Daydream potrebbe essere un primo passo verso una possibile soluzione.