E-commerce Trends

di C. Vaccaro e A. Coletta

Un blog curato a quattro mani da Claudio Vaccaro, co-fondatore e ceo della digital agency BizUp, e Angelo Coletta, fondatore e ceo di BookingShow e MerchandisingPlaza. Dall'incontro delle due aziende è nata la joint venture UpCommerce, l'e-commerce in full outsourcing multilingua

Google “Buy button”: come funziona e possibili implicazioni

Ricerca, scoperta e acquisto. Tutto senza uscire da Google. È quanto accadrà quando il motore di ricerca più utilizzato al mondo introdurrà il pulsante “Buy” accanto ai risultati di ricerca a pagamento che sponsorizzano l’acquisto di prodotti e in corrispondenza dei risultati di Google Shopping.

Disponibile solo per le ricerche effettuate da mobile negli Stati Uniti, la funzionalità attesta la volontà di Google di entrare in maniera ancora più incisiva nel mondo dell’eCommerce ponendosi alla stregua – se non a un livello superiore, per i motivi che presenteremo in seguito – dei colossi dello shopping online Amazon ed eBay.

L’intento del motore di ricerca è chiaro: trasformare i suoi miliardi di utenti in acquirenti di quello che diventerebbe il più grande negozio online. Come funziona? Cliccando sul tasto “Buy”, l’utente verrà indirizzato a una pagina di prodotto sempre interna a Google (personalizzabile a livello grafico e di design), in cui potrà reperire ulteriori informazioni sull’articolo di proprio interesse, scegliere colore, taglia, modalità di pagamento e di consegna e infine procedere con l’acquisto.

Magazzino e consegna continueranno a essere di competenza dei retailer, mentre il sistema di pagamento sarà gestito direttamente da Google: le informazioni personali degli acquirenti non saranno accessibili ai rivenditori e l’importo dell’acquisto sarà loro girato senza dettagli sulla carta di credito utilizzata. Questo tipo di informazioni potranno essere memorizzate da Google in modo tale da non costringere gli utenti a inserire nuovamente i propri dati all’acquisto successivo.

Cosa ci guadagna Google in tutto questo? L’obiettivo è chiaramente quello di spingere un maggior numero di aziende a investire nell’online advertising utilizzando le piattaforme Adwords e Google Shopping per spingere i propri prodotti. A questo si aggiunge la volontà di aumentare il tempo di permanenza degli utenti che navigano da smartphone sulle pagine di ricerca, offrendo un sistema molto più semplice, pratico e veloce per fare shopping direttamente dalle SERP.

Vediamo ora quali implicazioni questa novità potrebbe avere per il settore del commercio elettronico e soprattutto per quelli che attualmente sono i suoi principali player, Amazon ed eBay.

  1. Per prima cosa, il “Buy button” potrebbe sottrare loro parte del traffico (e dunque vendite), essendo Amazon ed eBay due marketplace che ogni giorno realizzano milioni di conversioni (anche grazie ad Adwords). In generale tale funzionalità ridurrebbe la visibilità di qualunque sito che fa della vendita online il proprio business.
  2. In secondo luogo, un indebolimento del rapporto tra venditore e consumatore e una minaccia all’identità commerciale del brand, che verrebbe quasi del tutto ‘offuscato’ dal gigante di Montain View. Piuttosto che sul sito del venditore, infatti, gli utenti verrebbero reindirizzati su una pagina interna al motore di ricerca, riducendo le possibilità che tra azienda e cliente possa crearsi un rapporto diretto e duraturo.
  3. Il mancato trattenimento di una percentuale sugli acquisti effettuati tramite il pulsante “Buy” – diversamente da quanto accade attualmente su Amazon ed eBay – potrebbe spostare gli investimenti di una discreta quantità di retailer da queste piattaforme verso gli strumenti di promozione a pagamento messi a disposizione da Google, che continuerà a guadagnare dalle inserzioni pubblicitarie.

Per l’ingresso della funzionalità in Europa bisognerà attendere qualche tempo, dal momento che la Commissione Europea ha avviato delle indagini nei confronti di Google e delle sue attività legate allo shopping a seguito dell’accusa della violazione delle leggi antitrust europee e delle regole sulla concorrenza.