The Big Answer

di Antonio Filoni

Antonio Filoni si occupa di ricerca dal 2002 e in ambito digitale dal 2005. È oggi business executive di una delle più innovative agenzie di ricerca: Duepuntozero Doxa. Appassionato di musica, cinema e serie TV, vive la vita "in ascolto" perché ogni giorno si può ricevere un insegnamento. È sposato e ha due figli maschi che sta crescendo a pane e supereroi!

Duepuntozero Doxa: gli italiani e i social network

Dopo il post di qualche settimana fa, oggi voglio condividere altri risultati che Italia 2.0, la nostra ricerca sugli italiani digitali, ha portato alla luce! Buona lettura.

Pillola n°4

Instagram è il nuovo diario. Facebook l’agenda.

Instagram si distingue per essere il social network che meglio di tutti soddisfa il bisogno di tenere un diario dei propri momenti. Un dato che sorprende, soprattutto se si pensa a quanto Facebook abbia investito sulla funzione diario.

Ma quali sono gli asset su cui Instagram ha nel tempo raggiunto questo primato? Sicuramente il potere del visual: immagini e video che consentono agli utenti di fare personal branding, di raccontare i momenti delle propria giornata in modo più facile, più emozionale, più caldo rispetto a quanto non accada con la modalità testuale, tipica di Facebook. Di qualche giorno fa la notizia secondo cui Instagram lancerà le dirette live sfidando Snapchat con le immagini a tempo. Appare dunque evidente come le due piattaforme si siano ritagliate territori di bisogno da presidiare in una relazione di complementarietà: Facebook per mantenere i contatti e gestire l’agenda, in modo simile a quanto si richiede ad un assistente personale, Instagram per avere un diario da condividere con i propri amici e per fare personal storytelling.

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Pillola n°5

Facebook per l’informazione, Twitter per il gossip.

Se Twitter è sempre stato considerato il social dell’informazione, dai dati in nostro possesso sembrerebbe che gli utenti stiano spostando i loro interessi informativi verso altri lidi, Facebook su tutti, complice anche il periodo difficile che sta attraversando Twitter, fra perdite in borsa, incapacità di innovare e crescita troppo lenta (non ultima la chiusura degli uffici Italiani).

Dal grafico sotto si evince infatti che nonostante Twitter si mantenga la piattaforma di riferimento per seguire personaggi famosi e influencer oltre che per far conoscere la propria opinione a un numero molto più ampio di utenti, è Facebook a soddisfare al meglio il bisogno di “tenersi informati”.

La recente introduzione di Facebook Instant Articles, il sistema che consente di leggere notizie direttamente sul social, insieme alla componente di socializzazione che le news hanno su Facebook, dove gli utenti sono molto più attivi nel commentare e condividere le notizie rispetto a quanto non facciano su Twitter, sono solo alcuni degli elementi che costruiscono un’esperienza di consumo dell’informazione unica. Twitter viceversa diventa più ludico, sorpassando addirittura Facebook quando parliamo di ricerca di svago, di divertimento, di curiosità.

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Pillola n°6

Noia e tutela della privacy le ragioni dell’uscita da Facebook

La ricerca indica che circa un 9% sono le persone che hanno deciso di eliminare il proprio account da Facebook. Un numero limitato che spesso viene recuperato da nuovi ingressi ma che offre diversi spunti se si leggono le motivazioni.

La ragione principale è sicuramente data dalla tutela della privacy, indicata dal 30% delle persone che hanno dichiarato di aver cancellato il proprio account.

Un secondo gruppo di motivazioni fa riferimento alla perdita di engagement verso questo social network: principalmente per noia, ma anche a causa di post altrui giudicati in generale poco interessanti o perché gli utenti stessi hanno ritenuto di non avere più qualcosa di interessante da dire.

Infine, tra le ragioni dell’abbandono di Facebook vi è la ricerca di una maggiore dimensione di genuinità: ritenendo di non avere più molto tempo, le persone hanno dunque deciso di privilegiare i rapporti interpersonali dal vivo rispetto a un mondo considerato chiuso e artificioso.

Ormai controlliamo il flusso della nostra bacheca di Facebook sempre più frequentemente. Per i più allarmisti, questo è uno dei sintomi della Fomo – Fear of Missing Out – la paura di disconnettersi ed essere pertanto tagliati fuori da ciò di cui sta parlando la nostra rete sociale. Tuttavia, inizia a farsi largo – e la nostra ricerca ne dà la conferma – anche la Jomo, la Joy of Missing Out: la gioia di perdersi qualcosa e di sottrarsi senza rimpianto al flusso costante e a volte travolgente degli stimoli della rete.

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