The Big Answer

di Antonio Filoni

Antonio Filoni si occupa di ricerca dal 2002 e in ambito digitale dal 2005. È oggi Head of Duepuntozero BU e responsabile Digital Offering di Doxa. Appassionato di musica, cinema e serie TV, vive la vita "in ascolto" perché ogni giorno si può ricevere un insegnamento. È sposato e ha due figli maschi che sta crescendo a pane e supereroi!

Gli italiani digitali: Whatsapp, la Privacy e lo smartphone

Nuovo appuntamento con alcuni dati di scenario frutto della ricerca Italia 2.0. Per vedere le precedenti potete andare Qui e Qui.

Pillole #7. Whatsapp: i nuovi sms

Whatsapp viene utilizzato abitualmente da oltre l’80% della popolazione online, percentuale di poco inferiore a quella degli italiani che utilizzano gli sms, ovvero l’85%.

La nostra ricerca ci dice però che ad essere presi in considerazione e ad essere utilizzati per comunicare con amici e conoscenti ci sono diversi altri modi: dopo gli sms e Whatsapp arrivano infatti Facebook Messenger (57%) e Skype (40%).

Il ventaglio di applicazioni utilizzate per comunicare con i proprio contatti appare ancora più ampio nel caso dei millennials: Whatsapp ruba il primato agli sms, cui seguono Facebook Messenger, utilizzato dal 70% dei ragazzi. Ma non finisce qui, perché i ventenni e i trentenni di oggi per comunicare con gli altri utilizzano anche Viber (24%), Telegram (19%) e Snapchat (12%).

Dati questi che parlano di uno spettro sempre più ampio di sistemi di messaggistica istantanea e di un approccio sempre più fluido di utilizzarli.

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Pillole #8. La Privacy su Facebook: sempre meno visibili

Nell’ultimo anno il 46% degli utenti Facebook italiani ha modificato le proprie impostazioni della privacy e lo ha fatto in senso restrittivo. Con il tempo, coi cambiamenti promossi dalla stessa piattaforma, e non solo a seguito di casi eclatanti che hanno scosso la coscienza delle persone, gli utenti hanno modificato le proprie impostazioni sulla privacy in modo da sentirsi sempre più protetti.

La maggior parte degli utenti infatti preferisce essere visibile solo ai propri amici (61%). Solo una minoranza (21%) ha il proprio profilo settato in modo che sia visibile a tutti, à la Twitter, per intenderci.

I dati ci parlano di un interesse crescente sul tema della privacy: l’evoluzione che il mondo digitale sta vivendo porta con sé implicazioni importanti nella vita quotidiana degli individui. Facebook è solo uno dei tanti ambiti in cui il tema diventa questione quotidiana e centrale per gli iscritti tanto da prendere in mano in modo consapevole la sua definizione.

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Pillola #9. I giovani e i laureati preferiscono lo smartphone

L’accesso ai social da smartphone è in costante aumento (dal 78% del 2015 all’85% del 2016) a fronte di una decrescita dell’accesso da PC (dal 98% del 2015 al 93% del 2016). Ma emergono altre dinamiche interessanti.

Innanzitutto, più si è giovani e istruiti, più si tende a preferire lo smartphone rispetto al PC. La preferenza smartphone/PC cambia inoltre a seconda dell’uso: si tende a consultare i social più professionali quali LinkedIn e Google+ più da PC che da smartphone, mentre questi ultimi sono preferiti maggiormente quando si tratta di condivisione ed espressione del sé (Facebook, Instagram e Snapchat).

Oltre a ciò, i più giovani tendono ad accedere ai SN da mobile tramite app (anziché browser) in misura maggiore rispetto agli over 45. Ed è al mattino il momento in cui si fa più uso dello smartphone per dare uno sguardo ai social: una foto della colazione da postare su Instagram, uno sguardo alla timeline di Twitter mentre ci si lava i denti, like e love a profusione nel tragitto casa-scuola, o ufficio.

A privilegiare lo smartphone rispetto al PC, dunque, sono le nuove generazioni – Millennials e Generazione Z – che conducono una vita veloce e (inter)connessa, e per questo utilizzano dispositivi in grado di coniugarsi perfettamente con il loro stile di vita.

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