What People Want

di C.Boldrini e M.Ilari

Un blog curato a quattro mani da Carlo Boldrini e Manuela Ilari, rispettivamente CEO e CCO della agenzia di comunicazione indipendente Pil associati. What people want: individuare le informazioni più rilevanti sulle tendenze attuali che plasmeranno il futuro.

Digital detox: il benessere digitale per persone e aziende

Viviamo nell’era digitale e siamo costantemente distratti da notifiche, messaggi istantanei ed email. Rispondiamo alla posta elettronica mentre camminiamo, mentre torniamo a casa. Controlliamo perennemente le notifiche di WhatsApp, anche mentre siamo insieme ai nostri cari. Sui mezzi pubblici, non esiste più l’incontro tra persone: se ci fate caso (solo se sarete in grado di staccare gli occhi dai vostri dispositivi) tutti fissano uno smartphone, come se fossero incantati. Lo smartphone, lo strumento che ci tiene collegati con il resto del mondo, è il nostro “compagno” quotidiano, dalla mattina fino a quando non torniamo a letto la sera.

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La routine: controllare messaggi, notifiche ed email

Se pensiamo che un utente medio controlla il proprio smartphone almeno 150 volte al giorno la situazione si complica. Una ricerca dell’University of California di Irvine ha dimostrato come in ambito lavorativo si viene interrotti ogni 180 secondi da nuove email, telefonate in arrivo, notifiche dei social network e altro ancora.

Nell’era della network society, tipica della cultura digitale dei giorni nostri, dove tutti siamo perennemente “always online” si diffonde il digital detox: quel periodo di tempo durante il quale una persona si disintossica dall’uso di dispositivi elettronici come smartphone e computer. Una pratica ormai considerata un’opportunità per ridurre lo stress e concentrarsi maggiormente sull’interazione sociale e sulla connessione con la natura che ci circonda.

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La sovrapposizione dei confini tra lavoro e vita personale

I vantaggi dichiarati sul digital detox includono una maggiore consapevolezza e soprattutto una diminuzione dell’ansia che ci permette di apprezzare in modo complessivo l’ambiente. Ma da dove viene esattamente questa frenesia di controllare in modo paranoico il nostro dispositivo?

Da una serie di fattori che ci fanno capire che la sovrapposizione dei confini tra lavoro e vita personale è finalmente completata. Dall’ansia da performance, dalle task da concludere e dallo stress, tra sfera personale e vita professionale, che sta assorbendo completamente le nostre energie.

Ci tengo a precisare che l’uso del digital detox non vuole essere una lotta contro il digitale. Non è un rifiuto o una battaglia contro la modernità, anche perché perderei questa battaglia prima ancora di iniziarla. Il mio intento è quello di andare alla ricerca di un equilibrio, se esiste, tra la tecnologia e la nostra vita. Questo solo per affermare che abbiamo bisogno del digital detox per alimentare la nostra creatività. Tutto è pensato per cercare di non trasformare la nostra vita in una catena di montaggio infinita.

I ritiri aziendali all’insegna del digital detox

In Pil associati, già da diverso tempo, ci siamo preoccupati di creare dei percorsi formativi e strategie di work-life balance per diffondere benessere. Ogni anno i nostri collaboratori si riuniscono in un luogo sperduto per attività di team building e aumentare focus, energia e vitalità.

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La location è un eremo laico in Umbria dove è possibile trascorrere momenti di relax rigeneranti, lontano dai rumori della quotidianità. Attraverso l’isolamento si respira un’atmosfera caratteristica dei luoghi eremitici da sempre spazi di origine della spiritualità, dove il connubio tra natura, pace e silenzio favorisce il contatto con l’anima e con l’io più profondo.

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Un tema che ci sta molto a cuore e che sarà inserito nel libro che stiamo per pubblicare. Nell’approfondimento parleremo del nostro metodo di ricerca e dell’esplorazione che non riguarda solo i nuovi mezzi di comunicazione e internet, ma che è costruita soprattutto attraverso l’empatia tra le persone.

Manuela Ilari