Marketing Technology

di Pasquale Borriello

Sposato, 3 figli. Amministratore Delegato Artattack Group, business developer per la startup Netnoc. Studi in filosofia, matematica e una specializzazione in marketing in Canada.

Cosa ci dicono le frodi informatiche sul programmatic buying?

A ottobre dello scorso anno è stato messo a segno un “colpo” notevole: la più grande frode mai registrata ai danni di sistemi di programmatic buying. Circa 3 milioni di dollari, al giorno! Colpa di hacker russi (sempre loro!) secondo la società di sicurezza che ha diffuso i dati sconcertanti: è stata messa in piedi una rete di 250.000 siti fake e 500.000 bot che replicavano il comportamento di utenti “reali” e umani.

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Il programmatic buying snellisce i processi, abbassa i costi e migliora l’efficienza. Ma in questo caso il costo ha superato di gran lunga i benefici. E i brand cominciano a preoccuparsi.

Ma non è solo un problema del programmatic

Le frodi informatiche ai danni dell’advertising online costano circa 8 miliardi di dollari l’anno soltanto in USA. Sono un problema serio e sentito a tutti i livelli.

Neanche Facebook è immune

Quest’ultima frode, il cui sistema è stato denominato “Methbot”, sembra abbia colpito anche Facebook, anche se non si capisce bene come. Aggiungeteci che Facebook ha combinato da solo un bel pasticcio con il conteggio delle video views sballato, ammettendo l’errore che ha coinvolto praticamente tutti gli inserzionisti della piattaforma. Non è solo un problema di frodi o di misurazione. L’abbiamo ribadito anche nell’ultima puntata del nostro podcast: un problema da risolvere è individuare presto e bene delle metriche efficaci per l’advertising digitale. Ma è anche un problema di obiettivi: è responsabilità dei marketer porsi degli obiettivi di investimento che misurino il reale impatto del proprio marketing. Basta vanity metrics e basta obiettivi di “branding”. Cominciamo a parlare di lead generation e di business. Largo alle iniziative sulle owned property, dove le frodi sono pressoché impossibili e l’impatto positivo sul brand è certo. Invece di utilizzare la tecnologia (link martech) per risparmiare a tutti i costi, cominciamo a farne un uso più consapevole. Abbandoniamo il lato oscuro della forza: cominciamo ad investire in tecnologie di lead generation e sulle nostre piattaforme. Ah, quasi dimenticavo, buon 2017!