What People Want

di C.Boldrini e M.Ilari

Un blog curato a quattro mani da Carlo Boldrini e Manuela Ilari, rispettivamente CEO e CCO della agenzia di comunicazione indipendente Pil associati. What people want: individuare le informazioni più rilevanti sulle tendenze attuali che plasmeranno il futuro.

La contaminazione sempre più profonda tra moda e arte

Quando il mondo dell’arte incontra la moda, si manifesta un connubio di forme, colori, geometrie che dialogano tra di loro. Una contaminazione continua tra due essenze, due filosofie dove artisti, pittori, scultori, architetti incrociano stilisti e fashion designer per intraprendere nuovi percorsi di ispirazione.

Le collezioni diventano opere d’arte attraverso gli occhi di grandi artisti internazionali, i quali sono spesso chiamati dalle maison dell’alta moda per disegnare abiti e accessori per special capsule limited edition. Obiettivo? Creare piccole opere d’arte destinate a diventare icone di design da indossare ogni giorno.

Negli ultimi dieci anni, l’arte è diventata sempre più fashion. I due mondi traggono l’uno ispirazione dall’altro in un connubio di stili, gusti e tendenze. Così, mentre aumenta l’influenza della nostalgia degli anni ’90, la collaborazione tra arte e fashion si fa sempre più importante e rilancia i due settori in un’industria contemporanea che richiede nuovi impulsi creativi e nuovi itinerari da percorrere.

Diversi gli elementi artistici emersi nelle collezioni dei brand, grazie soprattutto alle collaborazioni con artisti di fama mondiale e non solo. Tutti, dai brand di fascia alta ai colossi dello sport, sono saltati a bordo di questo trend per capitalizzare un movimento autentico e altamente stimolante.

Tra gli esempi più celebri, di sinergia tra il mondo dell’arte e quello del fashion, vi è quello di Gianni Versace. Lo stilista vantava collaborazioni con i maggiori artisti contemporanei: da Pomodoro a Veronesi, solo per citarne alcuni. Collaborazioni non episodiche, ma rapporti sempre durevoli nel tempo.

Dalla contaminazione tra arte e moda nascono così creazioni originali e un po’ folli, come le estrose scarpe Vans rivisitate dal designer e illustratore Jethro Haynes per un look “fuori dal comune”.

Quando la sfilata sembra un’opera d’arte

E tra le novità della Spring Summer 2017: Medioevo e Rinascimento. Sulle passerelle più importanti del mondo abbiamo visto tessuti e silhouette dai chiari riferimenti ai due periodi storici, rivisitati in base alle tendenze attuali. Come miniature dell’epoca, i look si sono trasformati nelle rappresentazioni dei quadri di Botticelli e Pontormo.

I volumi e i tagli dei capi contemporanei ci hanno riportato ai costumi iconici della storia. Come i tessuti di Gucci ispirati ai ricami e alla tappezzeria del XVIII secolo e i tagli delle giacche di JW Anderson omaggio ai soldati mercenari Lanzichenecchi. L’ispirazione è passata anche dalle dame dei dipinti di Raffaello. Non solo la struttura dei pezzi ma anche le texture volevano creare un ponte tra presente e passato. Persino le scarpe hanno percorso un viaggio nel tempo: ai piedi delle modelle di Céline sono apparsi sabot appuntiti in raso con il tacco basso che imitavano i modelli tanto cari alla regina Maria Antonietta.

Di pura contaminazione artistica anche le collezioni moda di Gucci e Dior ispirate ai tarocchi. Vicki Noble è l’ideatrice della simbologia che ha influenzato Maria Grazia Chiuri per l’ultima collezione Dior Cruise 2018.

Qui il video Dior della collezione Autumn-Winter 2017-18 che riprende lo stesso filone.

Mentre Jayde Fish, l’artista originaria di San Francisco, si è fatta notare da Alessandro Michele per i suoi eccentrici disegni pubblicati sul suo account Instagram. Il direttore creativo di Gucci incuriosito le ha poi ha chiesto di presentargli una selezione delle sue opere.

Digital art e moda

L’arte è sempre stata un elemento fondamentale del processo creativo. Oggi il nuovo universo digitale è diventato un terreno estremamente fertile soprattutto per i digital artist che trovano nella moda un campo da cui attingere per i loro contenuti.

Tra i casi più discussi c’è GucciGhost, la collaborazione con lo street artist e musicista americano che si è fatto notare per la sua originale rielaborazione del logo Gucci.

Anche Dior sulla stessa linea, per le digital campaign degli occhiali da sole aveva affidato la creazione di visual irriverenti all’artista BessNyc4.

Campagne di comunicazione e scene pornografiche con un forte impatto visivo e concettuale.

Manuela Ilari