What People Want

di C.Boldrini e M.Ilari

Un blog curato a quattro mani da Carlo Boldrini e Manuela Ilari, rispettivamente CEO e CCO della agenzia di comunicazione indipendente Pil associati. What people want: individuare le informazioni più rilevanti sulle tendenze attuali che plasmeranno il futuro.

Branding strategy e creazione di nuovi format di digital storytelling

Lo storytelling è un’antica forma di comunicazione, un’arte che si è evoluta nel tempo insieme allo sviluppo tecnologico. Si narra che le comunità originariamente comunicassero con il linguaggio del corpo per poi passare alla comunicazione orale, ai geroglifici, alla comunicazione scritta e, con i progressi della tecnologia e dei nuovi media, alla comunicazione digitale.
Le community hanno abbracciato nuove opportunità di comunicazione e hanno costruito nuovi processi di sviluppo attraverso l’acquisizione di capacità e competenze per partecipare e impegnarsi con un pubblico più vasto grazie allo sviluppo tecnologico.

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Storytelling digitale step by step

Lo storytelling digitale è un’evoluzione naturale dalla narrazione orale. Nel corso degli anni il processo di raccontare e tramandare storie è stato reinventato e ripreso attraverso i new media. La narrazione digitale non è solo il trasferimento di conoscenza da un soggetto a un altro, ma è anche un movimento progettato per amplificare la voce di una community.

Ogni individuo può partecipare, perché ognuno di noi ha una storia da raccontare, non è richiesta alcuna esperienza particolare, ma questo non significa che sia una pratica facile. Si tratta di storie il cui svolgimento può essere continuamente modificato, storie non lineari con uno svolgimento reticolare non cronologico. Narrazioni che hanno molti autori, dove tutti gli utenti possono partecipare alla loro scrittura e i finali possono essere diversi e intercambiabili.

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Internet offre ai brand strumenti e canali di comunicazione sempre nuovi ed efficaci, volti a rafforzare l’identità del marchio. L’influencer marketing continua a maturare e non mostra segni di rallentamento. Le aziende hanno scoperto una varietà di nuove tattiche per la creazione di strategie di successo. Si tratta di un nuovo rapporto che studia la politica del prezzo, la trasparenza, il Roi e l’evoluzione dei micro-influencer. Una volta era considerato uno strumento di marketing fugace, oggi l’ecosistema degli influencer si sta rivelando una strada importante da percorre per i marchi che cercano di convertire le vendite, sempre aumentando la brand awareness.

Per capire come stanno andando le cose occorre procedere con un’analisi del potere dei social influencer sul processo d’acquisto al giorno d’oggi. Secondo uno studio di Hub Influencer Marketing del 2017, nel corso dell’ultimo anno si è verificato un aumento del 325% nelle ricerche di Google di “influencer marketing”. I marchi devono fornire contenuti rilevanti con il supporto di influencer per guidare le community, ottenere un ROI e non annoiare i consumatori.

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Questo nuovo approccio offre ai brand anche l’opportunità di raggiungere nuovi utenti che non potrebbero altrimenti conoscere, guidando il dialogo online e potenzialmente convertendo i clic in euro. Il ritorno desiderato di una campagna social differisce da un marchio all’altro e non esiste una singola figura che rappresenti la chiave per il successo. Instagram ha interrotto i modelli tradizionali e funziona da attrezzo di business. Un sondaggio di Olapic ha rilevato che il 45% degli intervistati si rivolge ai social network per visualizzare UGC una volta al giorno, mentre il 52% sostiene che i contenuti fotografici sono più attraenti rispetto agli altri. Gli influencer di Instagram servono bene il pubblico con un infinito flusso di ispirazione visiva. Lo studio ha scoperto che il 32% degli utenti 18- 24 anni usa Instagram più dei media tradizionali.

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La creazione di nuovi format di social storytelling: il caso G-Shock Squad

A proposito di digital storytelling e content creation, Pil associati, con il supporto delle Business Unit PR e Social, ha creato un format originale per il brand di orologi G-Shock. Tre categorie di professionisti, in linea con il lato “tough” dei segnatempo Casio, sono stati coinvolti in un’attività tra product placement e social storytelling. Streetstyle photographer, stylist e barman, ispirati dalla “shock resistance” hanno indossato gli orologi mentre svolgevano le loro normali attività lavorative.

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La terza edizione di G-Shock Squad ha coinvolto quattro dei barman più influenti del panorama italiano. Partendo dal prodotto i protagonisti, dotati dei nuovi modelli G-Steel Midsize, sono stati al centro della narrazione. I barman influencer hanno deciso di provare la resistenza di G-Shock per un cocktail di stile. L’associazione tra categorie professionali diverse unita alla versatilità del prodotto ha permesso la creazione di nuovi format di storytelling capaci di aumentare la brand awareness di G-Shock online.

Carlo Boldrini