Socialtutto

di Maurizio Mazzanti

Maurizio Mazzanti, dal 2000 al 2017 è stato socio e direttore creativo di E3. Ha aperto un blog nel 2001 ma nessuno lo ha mai visto, sa dire PPM dal 1996 ed è sempre always on

15” is the new 30”. Come cambiano i video nell’era dei social

I 30” hanno i secondi contati.

Contati nel senso che dal primo all’ultimo tutti e 30 devono essere riempiti perché quello spazio di tempo è stato comprato così com’è, non un secondo in più non un secondo in meno, secondo costi ben precisi e riportati su tabelle. E questo è stato l’approccio alla pubblicità tabellare per quasi cento anni.

Ma nel digitale i video non devono essere per forza di 30 secondi, non esistono o quasi flussi di tempo lineare durante il quale inserire un break ma esiste la possibilità di crearsi la propria dieta mediatica iperframmentata dove convivono video, foto, testi da leggere e da scrivere, editori mainstream che si affiancano a singoli individui con la loro offerta di contenuti, pagine Facebook goliardiche e canali YouTube dedicati ai tutorial.

I video sono presenti in larga scala in questa dieta mediatica quotidiana, esistono applicazioni come Vine dove caricare solo video da 6” e altre come Instagram dove possono durare 15” ed essere elaborati con effetti come Hyperlapse.

Cos’hanno in comune i video di queste due piattaforme social? Sicuramente la durata ridotta, perché nella mole infinita di contenuti in rete la soglia di attenzione è sempre più ridotta e la predisposizione a cambiare contenuto elevata.

Per questo, come indica anche questo articolo di Advertising Age http://adage.com/article/digitalnext/digital-s-wave-coming-miss-ride/298923, in futuro sempre di più verranno usati micro video da pochi secondi che permettono di fruire di un messaggio “a colpo d’occhio” quasi come se fossero una fotografia.

D’altronde se il pre-roll di YouTube si può skippare dopo 5” e il Grand Prix Film a Cannes è stato vinto da una campagna di video pianificati in pre-roll e che durano meno di 5” è facile capire come in futuro sempre più in rete i video dovranno essere brevi. E i 15” (o meno) saranno quelli che i 30” sono stati per la televisione!