Vivendi acquisisce da Bolloré Group il 60% di Havas e apre la filiale italiana

Completata in Francia l’operazione societaria già annunciata al mercato, la società guidata da Vincent Bollorè dà il via a Vivendi Italia per giocare un ruolo da protagonista nel cinema e nei diritti tv del calcio

di Lorenzo Mosciatti
07 giugno 2017
Bolloré-Vivendi
Vincent Bolloré

Vivendi ha stipulato l’accordo di acquisizione con Bolloré Group per la sua quota di maggioranza del 60% detenuta in Havas Group (società che sempre oggi ha annunciato di aver acquisito in Italia il media di Istituto Marangoni).

L’intesa, attesa dal mercato, è stato firmato dal consiglio di gestione di Vivendi, la società di telecomunicazione e media del quale Vincent Bolloré è il principale azionista, dopo il parere positivo degli organi rappresentativi di Vivendi, Havas Group e Bolloré Group.

Confermato il prezzo di 9,25 euro per azione, indicato originariamente nella lettera di intenti, con un premio che ha riconosciuto  diversi criteri, come “la performance operativa del gruppo Havas rispetto ai suoi concorrenti nel corso degli ultimi anni, il livello storico di Havas e le prospettive di medio termine”, afferma la nota congiunta emessa dalla sue società.

Vivendi depositerà ora un’offerta pubblica semplificata per la quota residua di Havas, società guidata dal figlio di Bolloré, Yannick, un’operazione però che non è finalizzata  a togliere il titolo del gruppo pubblicitario francese dalle quotaizoni della Borsa di Parigi.

Vivendi Italia per crescere nel cinema e nei diritti tv del calcio

Con il controllo diretto sulla sesta holding della pubblicità nel mondo, Vivendi prosegue la sua strategia finalizzata  alla creazione di un vero e proprio conglomerato multimediale operativo a livello internazionale con un forte focus sul mercato dell’Europa meridionale. Rientra proprio in questo corso la decisione, annunciata Arnaud de Puyfontaine, ceo di Vivendi e da pochi giorni presidente di Tim, di aprire a breve la filiale italiana del gruppo francese. 

Vivendi Italia nasce in particolare nell’ambito del progetto della Netflix europea, a cui sta lavorando Vincent Bolloré.  La spa realizzà coproduzioni e partnership nel mondo dei contenuti cinematografici, così come potrebbe prendere parte alle aste per i diritti tv del calcio italiano. Le offerte per il bando della Serie A potranno tra l’altro essere presentate entro sabato 10 giugno e non è dunque escluso che Vivendi sia della partita.

Nel nostro mercato Vivendi è il principale azionista di Telecom, con il 24,7% delle quote, e ha una partecipazione del 28,8% di Mediaset, società con la quale è aperto un contenziosio dopo la rinuncia all’acquisizione da parte dei francesi dell’offerta pay Premium.

Nei giorni scorsi Vivendi ha tra l’altro rinunciato a presentare una lista per il collegio sindacale di Mediaset in vista dell’assemblea degli azionisti del 28 giugno. Una mossa letta dal mercato come il tentativo di riaprire un dialogo con il gruppo di Coloogno Monzese e anche in vista della probabile diminuzione della partecipazione azionaria in Mediaset fino al 10%, a seguito della delibera dell’ Agcom che ha obbligato Vivendi a scegliere fra le quote detenute nel grupo controllato dalla Fininvest e in quelle in Telecom. Anche se Vivendi non ha detto di voler rinunciare al ricorso al Tar e all’Unione Europea contro la delibera dell’Agcom. 

 

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