Lovby ed il permission marketing, la nuova frontiera dell’advertising online

L’action platform mette in relazione le aziende con i consumatori finali trasformandoli in ambasciatori dei Brand nel quotidiano

di Caterina Varpi
10 maggio 2017
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In questi ultimi anni il panorama dell’advertising è stato dominato da dinamiche di Interruption Marketing, un complesso di strategie pubblicitarie che prevedono che l’utente finale, destinatario del messaggio, venga interrotto durante l’attività che sta svolgendo per ricevere la comunicazione. “Navigare sul web oggi è sempre più simile a passare attraverso un suq digitale, con folle di postulanti che cercano di strappare un attimo di tempo e provano a trattenere l’attenzione dei consumatori il più a lungo possibile”, commenta Federico Guerrini di La Stampa.

Lovby cavalca una nuova frontiera e basa il proprio modello di business sul Permission Marketing, la nuova modalità di comunicazione che connette direttamente gli utenti alle aziende, facendoli sentire parte attiva dei brand. Invece di rubare il tempo, il permission marketing ingaggia il tempo di chi ha manifestato interesse nei confronti del marchio. Il consumatore viene così coinvolto nel processo di comunicazione diventandone un testimonial anzi un assistente marketing. Le aziende possono così parlare attraverso la voce dei propri migliori clienti, sviluppare rapporti di lungo termine con loro, creare fiducia, costruire una community di brand lovers intorno ai loro prodotti.

L’action platform mette in relazione le aziende con i consumatori finali trasformandoli in ambasciatori dei Brand nel quotidiano, evitando la somministrazione di ADV e di contenuti ad utenti “passivi” e poco ricettivi e dando spazio ad un ruolo attivo dei consumatori nei processi di comunicazione delle aziende, nel rispetto delle loro esigenze e della valorizzazione del loro tempo.

«Con LovBy gli utenti sperimentano un nuovo livello di loyalty verso i loro brand preferiti, diventano veri e propri Brand Lover che condividono ciò che amano, un minimo comune denominatore che è diventato il payoff della piattaforma Share What You Love, e instaurano con i marchi un rapporto affettivo e genuino, non più passeggero, ma stabile e duraturo», afferma Fabrizio Rametto, Ceo & Founder di Lovby.

Come descritta nella piramide dell’influenza, LovBy fa scoprire alle aziende una nuova categoria di influencer: i Brand Lover, ovvero persone comuni, clienti o affezionati del marchio, che nel quotidiano influenzano le scelte dei loro amici, colleghi, conoscenti, e che vengono ingaggiati dalle aziende, attraverso la piattaforma, diventando così ambasciatori del loro brand.

«Quando scegli di comprare una macchina o una borsa, ti documenti online e utilizzi una rivista di settore, chiedi un parere ad un blogger o ad un testimonial o per te è più convincente e persuasivo il parere ed il consiglio di una persona che conosci e di cui ti fidi veramente? Tuo fratello, tuo marito, un amico o un collega? Sono le persone ordinarie, con community più ristrette rispetto ad influencer riconosciuti e quotati, che oggi sono in grado di esercitare una grandissima influenza e diventare portavoce sinceri dei brand che amano di più, divenendo parte attiva e integrante dei processi di marketing e comunicazione delle aziende», conclude Marco Viscardi, Direttore Commerciale Lovby.

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