H-Campus e la delusione di Donadon: ancora posticipato l’avvio dei lavori

La Regione ha decretato l‘assoggettabilità del progetto a VIA, ritardando l’ampliamento del polo didattico. Il fondatore di H-Farm: “Prenderemo in considerazione lo spostamento a Milano”

di Aurora Agnello
20 aprile 2018
Riccardo-Donadon
Riccardo Donadon

Cattive notizie per H-Campus. Dopo mesi di attesa e proroghe, la Commissione VIA della Regione Veneto ha decretato l’assoggettabilità del progetto, ritardando ulteriormente l’ampliamento del polo dedicato ai giovani e alla formazione, con avvio lavori probabilmente posticipato a inizio 2019.

«Sono davvero sconcertato, arrabbiato e deluso da questa decisione che trovo assurda e incomprensibile”, ha dichiarato Riccardo Donadon, fondatore di H-Farm, commentando: «I mali del nostro Paese si trovano purtroppo anche nella nostra splendida Regione che in due anni e mezzo non ha saputo approvare un progetto che vede la realizzazione di una scuola, un polo di formazione unico, in grado di portare cultura, ricchezza e opportunità al territorio. Sono innervosito dalla cecità di chi ci circonda, che ci vede come “quelli che fanno le startup”, ma non ha capito che siamo una realtà di oltre 500 persone, che paga 20 milioni di euro all’anno di stipendi, formata da uomini e donne che lavorano, hanno famiglia e sono il presente e futuro del nostro Paese».

La decisione della Commissione giunge dopo un percorso di confronto e un processo autorizzativo cominciato oltre due anni fa, l’8 febbraio 2016, che pare avesse ricevuto da parte del Governatore e della Regione Veneto, l’Interesse Strategico Regionale per via degli elementi di forte sostenibilità e il positivo impatto economico e sociale sul territorio. Il progetto, condiviso con la Regione Veneto e le amministrazioni dei Comuni di Roncade e Quarto d’Altino, a fine 2015 ha visto seguire l’Accordo di Programma che ne ha sancito la fattibilità e una completa VAS (Valutazione Ambientale Strategica) con esito favorevole.

Nel novembre scorso H-Farm e Cattolica Immobili hanno scelto autonomamente, in un’ottica di trasparenza, di avviare la Procedura di verifica di assoggettabilità a VIA per certificare in maniera definitiva l’assenza di impatti negativi sul territorio e sbloccare la situazione uscendo da un complesso iter burocratico. Tutti gli enti hanno espresso parere favorevole, ben 25 pareri, 7 dal Genio Civile in merito alle tematiche idrauliche e a possibili problemi nell’area. Ma dallo scorso gennaio (mese in cui la Commissione avrebbe dovuto esprimersi) e dopo varie proroghe oggi è arrivato il parere negativo e l’obbligo di assoggettabilità a VIA, decisione che, a quanto detto dai vertici, farà slittare l’avvio dei lavori a data da destinarsi con una ricaduta operativa sul territorio circostante al campus che Anteo, spin-off di Ca’ Foscari, ha quantificato per la cifra che supera gli  8,7 milioni di euro all’anno.

«In questi mesi in tante occasioni sono rimasto allibito da come la burocrazia abbia svilito il lavoro dei 22 professionisti che ci stanno accompagnando nel percorso, senza approfondire veramente il nostro lavoro”- ha continuato Donadon- «Abbiamo protocollato oltre 1000 pagine a sostegno del nostro progetto e credo che pochi le abbiano mai lette. Sono curioso di vedere cosa farà ora la commissione VIA di diverso, perché non credo ci possano essere questioni sottovalutate visto che è nostro interesse garantire il meglio per i nostri studenti. Sono spaventato dall’inutile balletto che rischia di rallentare ulteriormente la possibilità per oltre 1000 studenti di avere accesso ad un polo di innovazione e cultura unico in Italia e in Europa. Ora valuteremo se spostare questi 65 milioni di investimenti nell’area di Milano, che sarebbe entusiasta di accoglierci anche se sarebbe un enorme sconfitta per il mio territorio per il quale forse provo un amore esagerato».

 

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