Babbel punta sul native advertising; il 40% del budget pubblicitario va al digital

La app per imparare a parlare le lingue lancia intanto il nuovo spot spendendo in tv 8 milioni di euro. La strategia sull’online guarda più ai contenuti

di Andrea Salvadori
20 giugno 2016
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Babbel, la app per imparare a parlare le lingue, lancia il nuovo spot con un investimento pubblicitario televisivo lordo di 8 milioni di euro, riserva al digital il 40% del suo budget advertising annuale e cambia strategia sul fronte della comunicazione online. A raccontarlo a Engage è Elisa Menozzi, country manager Southern Europe di Babbel.

«Alla luce dei risultati già conseguiti in Italia in termini di brand awareness, Babbel ha deciso di puntare su uno spot più focalizzato sulla passione e sulle emozioni, e dunque lontano dalla descrizione pura del prodotto», spiega la manager alla guida della filiale italiana del gruppo tedesco. Lo spot realizzato a livello internazionale da Leo Burnett, prodotto da Bubbles Film e diretto da Ben Hartenstein (è stato girato a Vilnius, in Lituania, ed è programmato in Spagna, Canada, Francia, Austria, Svizzera e Germania) è incentrato dunque su sentimenti comuni a tutti, non solo propri di chi impara una lingua.

Cadere dalla bicicletta per rimontare e riuscire, un piede pestato alla lezione di danza per proseguire e ritrovare il piacere del ritmo, oppure un’ordinazione fatta al cameriere con esiti inaspettati: la creatività vuole sottolineare infatti come “Sbagliando s’impara”, come recita il motto con cui Babbel vuole accompagnare chiunque voglia misurarsi nella sfida dell’imparare le lingue. L’apprendimento proposto da Babbel vuole essere infatti più vicino alle dinamiche del gioco che a quelle alla scuola: imparare è crescere, e si può crescere solo se si impara a superare le difficoltà.

«Lo spot è pianificato in Italia nei formati da 20 e 10 secondi da giugno a metà settembre con un investimento lordo di circa 8 milioni di euro. Al momento la programmazione interessa i canali La7, Discovery e Sky, mentre da luglio sarà la volta delle reti Rai e Mediaset», prosegue Elisa Menozzi.

La comunicazione di Babbel verte poi sul digital, al quale è riservato circa il 40% del budget pubblicitario annuale. «Mentre sino allo scorso anno la nostra strategia verteva soprattutto sulla performance, dal 2016, così come avvenuto con lo spot, Babbel ha deciso di guardare soprattutto ai contenuti in un’ottica di rafforzamento del valore della marca».

Elisa-Menozzi-Babbel
Elisa Menozzi

Oltre alle attività classiche di display, al direct email marketing e al coinvolgimento delle piattaforme di Google, Babbel punta dal 2016 anche sul native advertising con la creazione di contenuti scritti e video legati al tema dell’apprendimento delle lingue straniere, raccolti tra l’altro in una nuova sezione del proprio sito. «Inoltre, abbiamo appena iniziato a testare anche l’acquisto della pubblicità in modalità programmatica, anche sulle piattaforme mobile», aggiunge la manager.

Tutte le attività di comunicazione, ad eccezione delle pr di cui si occupa l’agenzia Bpress, sono gestite interamente, comprese la pianificazione e l’acquisto degli spazi. «Da circa un mese abbiamo assunto un’esperta di social per mettere a punto una nuova strategia su questi canali, soprattutto in vista del back-to-school, periodo strategico per il nostro business», spiega Elisa Menozzi. Su Facebook Babbel tra l’altro investe già, sia sulla versione desktop sia su quella mobile.

Babbel lancerà infine nell’ultima parte dell’anno una nuova campagna tv, probabilmente pianificata anche sui media digitali. L’azienda ha infatti scelto una nuova agenzia (il nome è ancora top secret) per la definizione della nuova brand strategy a livello internazionale. La stessa agenzia realizzerà anche la prossima campagna pubblicitaria. 

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