Conversion lancia Conversion Talks e prevede una crescita a 2 cifre nel 2017

Alberto Rossi, Corinne Galli e Sergio Spaccavento raccontano le novità dell’agenzia e i progetti di comunicazione realizzati nell’ultimo periodo

di Cristina Oliva
13 ottobre 2017
Alberto Rossi e Sergio Spaccavento
Alberto Rossi e Sergio Spaccavento

Eurobet, Beefeater Gin, Isacco e Infinity tv sono solo alcuni dei marchi che hanno scelto recentemente di affidarsi a Conversion, che ha chiuso il 2016 a +40% e prevede una crescita a doppia cifra anche per il 2017 con una previsione di fatturato finale a 6,5 milioni.

L’omnichannel engagement agency, che ha visto negli ultimi tempi accrescere il proprio team con diversi ingressi e oggi conta un totale di 50 persone, è nata nell’autunno 2015 e ha come must dei suoi servizi un modo innovativo di fare engagement, centrato sulla capacità di connettersi e creare un contatto continuo con i consumatori sfruttando ogni touchpoint del loro processo di acquisto e avendo sempre come obiettivo focus la conversione.

Alberto Rossi, Ceo, Corinne Galli, Communication Manager, e Sergio Spaccavento, ECD dell’agenzia, hanno raccontato a Engage dell’approccio di Conversion e delle sue iniziative, tra cui la nuova Conversion Talks.

 

Corinne Galli
Corinne Galli

Conversion è stata la prima agenzia italiana ad introdurre l’approccio di Conversion Marketing in Italia. A due anni dal lancio, quali considerazioni potete condividere?

Alberto Rossi: Il Nuovo approccio di Conversion Marketing si sta diffondendo e consolidando sempre di più. Noi di Conversion, i primi ad esserne rimasti affascinati dalle esperienze oltreoceano più di due anni fa, siamo più che mai soddisfatti nel constatare che anche molti clienti oggi ci credano e ci diano credito su sempre più progetti. E’ chiaro come non sia più sufficiente sviluppare campagne di comunicazione in grado di comunicare, solamente. Sembra un controsenso, a cosa servirebbe dunque la comunicazione? Chi però ha fatto il passo in avanti, verso il Conversion Marketing, comprende immediatamente l’enorme differenza tra saper comunicare un messaggio e comunicare al fine di convertire. Adottare questo nuovo approccio modifica completamente il processo creativo e le execution di qualunque campagna di comunicazione e non si parla solamente di Digital o ATL, ma anche di In-store promotions, eventi consumer, shopper marketing e visibilità in-store. Insomma è applicabile a qualunque forma di canale, media, target e brand.

Avete intrapreso molte iniziative Educational per diffondere la cultura di Conversion Marketing nel mercato Italiano, potete raccontarcele?

Corinne Galli: Crediamo che diffondere cultura su questo approccio possa giovare molti brand e chiaramente anche noi, con l’ambizione di essere riconosciuti come punto di riferimento di questo nuovo approccio nel mercato.

L’ultimissima iniziativa ha solo qualche mese di vita e nasce dalle numerose opportunità che offrono le nostre relazioni personali. Dall’evocativo nome Conversion Talks, ci siamo immaginati di incontrare in un salotto virtuale autorevoli voci del mondo della comunicazione italiana e internazionale e VIP di settori indiscutibilmente slegati dal marketing ma inspiring per qualche motivo.
Li intervistiamo, chiediamo il loro punto di vista sulla comunicazione e il Conversion marketing e grazie alle loro esperienze, di settore e non, ci stanno offrendo spunti originali ed illuminanti.
Il risultato è un ricco bacino di opinioni, insegnamenti, provocazioni che alimentano una continua evoluzione dell’approccio alla Conversione, arricchendone il punto di vista e l’implementazione.

Tra i contributi più interessanti segnaliamo l’intervista a Elena Midolo, Ceo di ClioMakeUp, blogger pluripremiata e seguita da milioni di follower, che ci racconta cosa sia la Conversione nell’Influencer marketing. E chi meglio di lei può dircelo, che di Influencer marketing è tra le pioniere. Una riflessione importante, ad esempio, che emerge dall’intervista e relativa all’uso proficuo dell’Influencer Marketing al fine di fare Conversione, sottolinea come contesto e coerenza siano regole auree: “All’inizio, nella maggior parte dei casi, era difficile trovare qualcuno che capisse le nostre modalità ma, grazie ai risultati ottenuti, con il tempo sempre più brand, nazionali e internazionali, si sono fidati e si sono lasciati guidare in un contesto – allora – innovativo come quello del digital marketing e dell’influencer marketing: anche quando vengono presi accordi commerciali il nostro primo cliente rimane la community e, proprio per questo, il protagonista dovrà sempre e comunque essere il contenuto, non il prodotto. Questo ci ha portati a riscuotere, un po’ in controtendenza, un sentiment molto positivo anche nei confronti di output editoriali sponsorizzati generalmente poco apprezzati dall’utenza”.

Sorprendente e irriverente anche il contributo di Franco Trentalance, che ci ha concesso un intervento fuori dal coro, che però dà spunti interessanti anche al marketing intenso nel senso più tradizionale del termine. Di seguito un estratto del suo punto di vista sul tema della qualità sia di contenuto ma anche di seguito, applicabile di fatto a molti brand: “Tra i tanti pregi che ha la rete, c’è a mio parere un grande difetto: ci stiamo abituando a click, like e visual a tutti i costi. Ai numeri che devono essere i più alti possibili indipendentemente da tutto, anche usando trucchi e comunicazioni ingannevoli. Questo non esclude qualche malizia o strategia ma la base dovrebbe essere più etica. Si dice che quando si tratta di numeri sono solo quelli che devono parlare, ma non sempre deve essere così. Io guarderei anche alla qualità del pubblico che mi sceglie e non solo alla quantità. E’ come uscire a cena con cinque donne (o uomini) noiose e banali piuttosto che con una intrigante e intelligente. Voi chi scegliereste?

Non ci occupiamo solo della rubrica Conversion Talks, perché sul nostro Blog aggiorniamo settimanalmente i nostri 8.000 follower al mese con articoli sempre nuovi. Oggi contiamo oltre 300 articoli su argomenti di vario genere in ambito marketing e comunicazione, ed ultimamente, ci siamo dedicati molto all’approfondimento del tema della conversione.

Scriviamo, poi, eBook, che rendiamo disponibili ai nostri clienti tramite il nostro sito, con newsletter interne per chi si iscrive al nostro database e sulla nostra pagina Facebook e che raccoglie informazioni interessanti circa ciò che abbiamo imparato in teoria e in pratica sul Conversion Marketing.

Abbiamo, infine, un Channel dedicato alla raccolta di Case History da tutto il mondo che commentiamo sempre con un occhio alla Conversione, sottolineando sempre ciò che potrebbe arricchire i nostri progetti di tutti i giorni a quello scopo.

Come agenzia state lavorando su molti progetti di comunicazione, di quali andate fieri in particolare?

Sergio Spaccavento: Ci sono diversi progetti che potremmo raccontare, che hanno ottenuto ottimi risultati e ci vengono riconosciuti come Case History di riferimento anche dai nuovi clienti ai quali ci presentiamo.

Nescafè Shakissimo è un esempio di engagement omnichannel legato anche al sell out. L’idea centrale ruotava intorno al nome del prodotto e alla key idea di campagna, lo shake, ed è stato esploso in tutti i canali coinvolti nell’attivazione: eventi offline, social engagement, in-store.

Shakissimo-ConversionPer FAI abbiamo realizzato una campagna di raccolta fondi, social e digital, ironica ed emozionante che è stata capace di dare ampia visibilità e grande amplificazione al messaggio del FAI “Ricordiamoci di salvare l’Italia”. Grazie ad un approccio provocatorio, il video è diventato immediatamente virale, attirando l’attenzione di pagine d’informazione importanti come Repubblica.it, L’espresso, Io Donna de Il Corriere della Sera e di noti bloggers e influencers come Selvaggia Lucarelli.

La campagna di comunicazione omnichannel per Eurobet si è sviluppata dall’ATL, al digital, passando per una social activation per finire sui punti vendita. Vincente l’insight della campagna, compelling, universale e soprattutto orientato alla conversione.

eurobet-conversion

Un tour di 30 eventi nei migliori locali di Milano accompagnati da allestimenti ed engagement in loco capaci di magnificare l’idea di campagna ‘Thanks GIN is Friday!’ e avere un’amplificazione sui social significativa: questa l’iniziativa ideata per Beefeater.

Insomma, sempre più clienti e profondamente diversi per settore merceologico, target di comunicazione e tone of voice, ci danno fiducia. Annoveriamo brand del calibro di Disney, Nivea, Sony, Heineken, Coca-Cola, Infinity, Pernod Ricard, Eurobet, Fideuram, Heinz e molti altri ancora. Per questi motivi, dunque, abbiamo chiuso il 2016 al +40% e prevediamo una crescita a doppia cifra anche per il 2017 con una previsione di fatturato finale a 6,5 milioni.

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